Tosi e Diana, cosi’ diversi cosi’ vincenti

Tosi e Diana, cosi’ diversi cosi’ vincenti

Alle spalle di una squadra vincente c’è sempre un manager che sceglie i giocatori e un tecnico che li allena. Aimo e Doriano sono una coppia di professionisti che si integra alla perfezione

Le fortune di una squadra sono legate ai giocatori ma a monte c’è un manager che li sceglie e un tecnico che li allena. Nascono cosi’ le coppie vincenti. Ve li ricordare Marchioro-Corni? Per sette anni hanno gestito la Reggiana in autofinanziamento e hanno portato i granata dalla serie C alla storica promozione in serie A. Tra loro c’era una sintonia che andava oltre il loro ruolo.

Aimo Diana assieme alla moglie e al Vescovo Camisasca

Il direttore sportivo Doriano Tosi e l’allenatore Aimo Diana sono diversi per carattere, età, concetti di vita ma sono perfettamente complementari. Sono una coppia perfetta: ansioso e perennemente preoccupato Doriano, dissacrante e spensierato Aimo. Professionisti impeccabili e passionali ma diversi nel modo di vivere la settimana, l’approccio alla partita, i novanta minuti e anche il post partita.

Doriano Tosi assieme al patron Romano Amadei

Doriano Tosi lo conosco bene e da tanti anni. Quando nella sua visione di squadra c’è qualche problema non dorme la notte. E’ costantemente preoccupato. Di tutto: dall’aspetto più irrilevante a il macigno che si sta abbattendo sulla Reggiana. Si concede pochi minuti di felicità dopo una brillante vittoria. E’ sul pezzo ventiquattro ore al giorno. Quando poi si tratta del periodo del mercato la sua ansia sale alle stelle. Basterebbe rimanere al suo fianco per un giorno per capire quanto sia minuziosa la sua ricerca, i mille dubbi che lo assalgono perché non vuole sbagliare la scelta dell’uomo e del giocatore. Si fida di poche persone di questo mondo del calcio. Per lui la fiducia è una cosa importante e la concede raramente e a persone selezionate.

Doriano Tosi con Gasperin ai tempi della Sampdoria

La partita, invece, la vive in totale isolamento. In silenzio e non si lascia mai tradire dai nervi. Raramente si lascia coinvolgere nell’emotività del momento, spesso vive la felicità in contemplazione e in solitudine. E quando si lascia andare a un momento di esternazione della sua felicità, un secondo dopo pensa già al prossimo impegno, alle successive difficoltà della squadra.

Aimo Diana assieme a Gianluca Colavitto dell’Ancona

Aimo Diana, viceversa, è dissacrante e un falso fatalista nel senso che sa di dover accettare la sorte e ciò che gli riserva il campo ma fa di tutto e di più per indirizzarlo dalla sua parte. Ma non soffre di stress da prestazione, non perde il sonno e vive la sua professione con leggerezza nel senso che non si lascia condizionare dalle difficoltà, non è vincolato a dei luoghi comuni, a comportamenti falsi o imbonitori. E’ uno spontaneo, vero. Non è finto o preconfezionato ma un uomo semplice. Si è costruito un suo habitat a Cadelbosco puntando proprio su questi concetti: piccole abitudine di vita. Nel corso della settimana ha un rapporto speciale con i giocatori: li capisce, sa cosa pensano ma è allo stesso tempo distaccato e libertino. Ha annusato tante volte l’aria dello spogliatoio che capisce in anticipo ciò che sta per accadere. Solo al fischio iniziale della partita va in trance agonistica e si trasforma. E’ tarantolato nei gesti, agitato, istrionico e capace di tutto anche se non perde mai la lucidità per “leggere” la partita e in questo è un maestro, certamente aiutato dal suo staff. Poi al triplice fischio finale torna a essere distaccato, lucido nell’analisi e spesso dissacrante. Raramente si lascia tradire dall’emotività nei gesti e nei commenti. Qualche volta la sua impressione iniziale è fuorviata dalle sensazioni del campo.

Doriano Tosi assieme a Cuoghi e a mister Gianni De Biasi

Ecco Tosi e Diana sono un tandem perfetto per questa Reggiana. Doriano ha avuto tanti allenatori e probabilmente quello con cui ha vinto di più è stato De Biasi ma con Aimo Diana forma una coppia professionale perfetta. Doriano nel corso della sua carriera ha vinto 11 campionati, in parte assieme al patron Romano Amadei. Una carriera ricca di successi e forse gli manca un “triplete”.

Sarebbe piacevoli vederli assieme negli spogliatoi nel dopo partita di una vittoria importante. Chissà, un giorno potrà accadere.

Wainer Magnani
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