Per costruire la salvezza si deve ripartire da questo concetto di solidità
“Basta alibi, azzeriamo gli errori e ripartiamo”. E’ questo il forte messaggio che è stato inviato dai dirigenti a giocatori e staff tecnico della Reggiana. L’occasione per voltare pagina sono le tre partite che attendono i granata nel volgere di sette giorni: sabato a Catanzaro, poi martedì sera il derby col Mantova e infine domenica 15 febbraio la sfida al Castellani contro l’Empoli. Tre sfide, per certi aspetti complicate, come del resto saranno tutte le ultime sedici partite di campionato. La Reggiana è in netto ritardo rispetto ad un’ipotetica tabella salvezza perchè con l’attuale media di 0,98 punti a partita si arriva a fine stagione a una quota (36 punti) che non ti garantisce la permanenza in serie B. I granata devono quindi accelerare il passo e aumentare la media punti anche perché rispetto al passato la formazione di Dionigi ha 4 punti in meno rispetto alla stagione scorsa con Viali e ben 7 rispetto alla squadra di Nesta. Dopo 22 giornate Rozzio e compagni hanno gli stessi punti della Reggiana di Max Alvini (stagione 20/21) e non è un confronto rassicurante perché a fine stagione arrivò una cocente retrocessione. Le due stagioni non sono minimamente paragonabili per caratura d’organico e vicissitudini, vedi la perdita della partita a tavolino contro la Salernitana per Covid. Resta il fatto che l’obiettivo è di arrivare alla quota salvezza ormai consolidata di 43/44 il che significa che l’attuale Reggiana deve mettere in cassaforte 22/23 punti nelle ultime 16 partite. In pratica deve fare una media di 1,5 punti a partita, gli stessi che Reinhart e compagni hanno fatto nelle prime dieci giornate di campionato conquistando 15 punti. Certo, la matematica è un conto, la realtà del campo è un’altra, il che significa prima di tutto evitare gli errori difensivi mostrati nelle ultime partite. Si torna quindi al discorso iniziale: la Reggiana deve ritrovare prima di tutto una solidità difensiva perché con i 32 gol subiti è la quarta peggior difesa del campionato ma soprattutto il fatto che sono sette partite che il portiere granata subisce sempre almeno un gol. L’ultima volta che la porta granata è rimasta inviolata è stato a Mantova. Per costruire la salvezza si deve ripartire da questo concetto di solidità e forse non è un caso se la Reggiana ha rinunciato alla valorizzazione del giovanissimo portiere Motta, anche se si fa per dire perché ha incassato 1,2 milioni, per puntare sull’esperienza di Micai, così come sull’esperto difensore Vicari e per blindare ancora di più la difesa a cinque ha scelto Paz che è un esterno maggiormente votato alla copertura rispetto a Rover.
Si deve anche ragionare in termini realizzativi, perché 25 gol in 22 partite sono un bottino non esaltante (nono attacco del campionato) ma ciò che stona è il rapporto tra occasioni creare e gol realizzati. All’inizio della stagione la Reggiana si era segnalata come una delle squadre più concrete e ciniche. L’intento è quello di avere maggiore concretezza negli ultimi sedici metri anche provando le conclusioni dalla distanza. In questa logica si possono spiegare gli inserimenti in rosa di Bozhanaj, Fumagalli, Belardinelli e dello stesso Paz, atleti che hanno doti balistiche. Si cercheranno delle soluzioni offensive diverse rispetto al passato, pur senza trascurare che Portanova è il cannoniere con 5 gol, Girma ha talento da vendere negli ultimi sedici metri ma anche Reinhart è andato a segno con delle conclusioni dalla distanza.
Il tecnico Davide Dionigi dovrà gestire una rosa di 29 ipotetici titolari, al netto degli infortunati e questo gli consentirà di spingere sull’acceleratore per ritrovare corsa e agonismo, le doti che hanno fatto le fortune della Reggiana nella prima parte di stagione. In questo campionato occorre avere “cazzimma” ma anche tanto agonismo e corsa, soprattutto chi non ha spiccate qualità di palleggio.



















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