Leon Sipos vuole battere il suo record di 13 gol: “Ma conta più l’obiettivo di squadra”

Leon Sipos vuole battere il suo record di 13 gol: “Ma conta più l’obiettivo di squadra”

Henry è un giocatore forte, con esperienza in Serie A. Spero torni il prima possibile, poi vedremo come giocheremo insieme

La Reggiana si gode il suo bomber: sette gol in sei partite, un impatto devastante. Leon Sipos è partito col piede giusto, ma guai a pensare che si senta già arrivato. Il centravanti croato mantiene i piedi ben saldi a terra e guarda prima di tutto al rendimento della squadra. «Sono contento dell’inizio che abbiamo fatto. Prima di tutto penso alla squadra, che è molto forte. Abbiamo perso qualche punto per strada ma dobbiamo continuare così, correggere gli errori e fare un grande campionato. Il discorso personale viene dopo». A Lecco ha lasciato tanti amici e il suo avvio in granata non è passato inosservato. «Ho ricevuto moltissimi messaggi da persone che lavorano ancora nel club e da ex compagni. Mi ha fatto piacere perché con loro ho sempre avuto un rapporto molto vicino». Tra gli obiettivi c’è anche la nazionale croata. «Vorrei arrivare al massimo livello possibile, anche con la nazionale. Spero di riuscirci facendo bene giorno dopo giorno e migliorando costantemente». Nonostante i numeri brillanti, Sipos si definisce un perfezionista. «Devo migliorare in tutto. È passato solo un mese e mezzo e devo trovare ancora una sintonia migliore con i compagni. Ci sono situazioni in cui non capisco ancora perfettamente i loro movimenti. Posso crescere molto sotto questo aspetto».
L’esplosione è arrivata a 27 anni dopo un percorso non sempre lineare. «In Lettonia non mi sono trovato bene e i vari prestiti mi hanno fatto perdere un po’ di tempo. Ho dovuto ritrovare la strada giusta. Adesso sento di essere nel momento ideale della mia carriera e voglio sfruttarlo lavorando al massimo».
A Lecco era anche il rigorista, ma alla Reggiana non fa questioni di gerarchie. «Portanova li tira molto bene. Io sono sempre a disposizione e se ci sarà bisogno mi farò trovare pronto».
Quanto ai gol più belli, non ha dubbi: «I due di Pesaro. Quello di testa mi è piaciuto particolarmente, è un gol da attaccante vero. Mi piace inserirmi sui traversoni».
Sul presunto interesse del Perugia prima dell’approdo in granata chiarisce: «Personalmente non ho mai saputo della possibilità di andare al Perugia». La scelta Reggiana, invece, è stata convinta: «Reggio Emilia è una piazza importante, con trascorsi in Serie A e Serie B e una recente vittoria della Serie C. Sono molto contento della scelta fatta».
L’obiettivo è semplice: «Vorrei superare le 13 reti segnate lo scorso anno a Lecco. Spero di continuare così, ma conta soprattutto il percorso della squadra».
E se dovesse restare a secco per qualche partita? Sipos sorride: «Allora spero di segnare già questa settimana».
Da bambino guardava Bruno Petkovic, ma oggi i suoi modelli sono altri. «Mi piacciono Harry Kane e Dembélé perché sanno fare tutto: segnano, giocano per la squadra e aiutano anche in fase difensiva. Il calcio moderno richiede questo».
Fuori dal campo conduce una vita tranquilla. «Mi piace passare il tempo con mia moglie, fare passeggiate, bere un caffè o stare con gli amici. Ogni tanto gioco a basket o a bowling».
La celebre esultanza con il binocolo ha un significato speciale. «È dedicata a mia moglie. Mi segue sempre e io le faccio sapere che la vedo in tribuna».
Sipos non si sente isolato in attacco. «Per tanti anni ho giocato nel 4-3-3. Con Girma il dialogo è diverso perché ama accentrarsi e creare spazi, con Rover le caratteristiche cambiano perché attacca la profondità. Io sono sempre a disposizione di quello che chiede il mister». E guarda con curiosità al ritorno di Henry: «È un giocatore forte, con esperienza in Serie A. Spero torni il prima possibile, poi vedremo come giocheremo insieme». L’amore per il calcio nasce da lontano. «A cinque anni partecipai a un torneo e tornai a casa con un piccolo trofeo. Da lì è iniziato tutto. A sei anni, per il compleanno, ho cominciato ad allenarmi». Un percorso reso possibile dall’appoggio della famiglia: «Devo tutto ai miei genitori, che mi hanno sempre accompagnato agli allenamenti».
In Croazia della Reggiana sapeva poco. «Guardavo soprattutto la Premier League. Mio padre era milanista e seguivo il Milan». Oggi, però, il presente è tutto granata. E a giudicare dai numeri, la storia tra Sipos e la Reggiana è cominciata nel migliore dei modi.

Wainer Magnani
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