La Lega Pro ha servito un piatto già pronto: penalizzato chi ha giocato più partite

La Lega Pro ha servito un piatto già pronto: penalizzato chi ha giocato più partite

Dopo aver letto le varie opinioni dei responsabili dei club e le diverse interviste del presidente Ghirelli è doveroso fare alcune riflessioni. Non da “avvocato di parte” ma da osservatore con un briciolo di logica.

Il primo elemento che stona è la modalità di voto. Su alcuni temi posti alla votazioni (stop ai campionati, blocco retrocessioni, promozione delle prime tre, blocco ripescaggi) dei club c’è stata una maggioranza schiacciante ma quando è stato il momento di discutere come indicare la quarta squadra da promuovere in serie B c’è stata una netta divisione ma soprattutto sono state prese in considerazione solo due proposte: giocare i play off oppure applicare il principio del merito sportivo. Sul giocare i play off le società si sono espresse, hanno portato le loro ragioni ma è sul merito sportivo che non si è discusso sulla formula da adottare perché era già stata predefinita. Nei giorni scorsi in tanti si erano spesi per individuare una formula che potesse realmente indicare la miglior seconda dei tre gironi, tenendo conto delle storture determinate dalle diverse giornate giocate, dalla diversa composizione e difficoltà tecnica dei tre gironi. Non a caso si poteva prendere in esame la migliore seconda a parità di giornate (26) giocate oppure riscrivere la classifica tenendo conto della semplice media punti-partite dei tre gironi. Utilizzare il coefficiente di ponderazione tenendo conto delle partite giocate dalle seconde in classifica oppure utilizzare il criterio del “merito sportivo” più ampio vale a dire la storia, il bacino d’utenti, il settore giovanile ecc. ecc. Non si è nemmeno parlato della eventuale ristrutturazione dei campionati.
E’ su questo tema che si doveva aprire la discussione, invece è stata posta al voto solo le due proposte: giocare i play off o avvalersi del merito sportivo. Il presidente Ghirelli aveva già individuato il criterio da adottare per il “merito sportivo” e cosi’ si è andati alla votazione con solo queste due opzioni. Il risultato è che 23 società hanno scelto il “merito sportivo” 16 hanno votato per giocare i play off, 17 club si sono astenuti e solo 3 club si sono detti contrari a questa formula.
Inutile entrare nel merito di chi ha votato una soluzione rispetto all’altra. Vi saranno state anche prese di posizioni per “ripicca” o per “convenienza” ma il vero problema è stata l’impossibilità di scegliere il metodo per arrivare ad indicare la miglior seconda.
I calcoli sulla classifica ponderata adottata da Ghirelli sono abbastanza incomprensibili perché si è scelto di mettere in rapporto le partite giocate da Reggiana e Carpi, poi Reggiana e Bari e infine Carpi e Bari con il risultato che il Carpi ha dei decimali superiori alle rivali.
Ma il punto vero è che cosi’ facendo si è premiato una squadra solo perché non ha giocato una partita, (Feralpisalò-Carpi) la 27esima, fermata dal Prefetto per il Coronavirus mentre la Reggiana ha giocato e pareggiato a Salò. Apriamo una parentesi: se avesse vinto tutto questo “castello” sarebbe crollato. Ma proprio perché è stato il campo a determinare questo, non è etico che una squadra sia penalizzata perché ha giocato e un’altra sia premiata perché non è scesa in campo. Ancora più grave il discorso legato al Bari che ha giocato più partite rispetto a tutti e per questo è stato ulteriormente penalizzato.
La scelta migliore? Il primo elemento considerare i tre gironi a parità di partite giocate e tra le migliori seconde scegliere quella da promuovere. In questo caso Reggiana e Bari sarebbero state alla pari con 54 punti. Poi si poteva scegliere la differenza reti oppure prendere in considerazione i “meriti sportivi” quindi storia, settore giovanile, bacino d’utenti, spettatori ecc ecc.
Favorito il Bari? Non lo so, però nessuno avrebbe potuto avanzare proteste o ancora peggio aderire per vie legali.

Marco Bertolini
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