Il caso Sassuolo-Reggiana: tutta la verità nient’altro che la verità

Il caso Sassuolo-Reggiana: tutta la verità nient’altro che la verità

Solo il Sassuolo può decidere l’inversione delle curve ma è impossibile chiedere ai tifosi reggiani di cambiare settore

Pensavo di avere già espresso bene il mio concetto con un articolo sulla Gazzetta di Reggio che ho riportato su questo mio blog ma dato che è un tema discusso anche in modo confuso, cercherò nel limite del possibile di attenermi ai fatti.
DECIDE IL SASSUOLO
Dopo aver spiegato perché è sbagliato affermare che il Sassuolo è proprietario dello stadio è indubbio che spetta al Sassuolo calcio l’organizzazione dell’evento partita seguendo le direttive che arrivano in prima istanza dall’Osservatorio e poi dal Gos. Non a caso al Gos vi partecipa il Sassuolo e non la Mapei Stadium.
Da più parti mi è stato rimarcato che il Questore e nemmeno il Prefetto possono decidere l’inversione delle curve. Il Prefetto per motivi di ordine pubblico può chiedere al Viminale di giocare a porte chiuse o di chiudere un settore; il questore ha la possibilità in sede di Gos di decidere come organizzare l’ordine pubblico e a chi vendere i biglietti della partita, implementare i controlli ai varchi e attorno allo stadio. In pratica il piano di sicurezza.
L’Osservatorio se giudica la partita a rischio può chiedere che la vendita dei biglietti sia riservata ai residenti di specifiche regioni o province o anche solo attraverso l’utilizzo della Fidelity. Può chiedere uno spiegamento maggiore di steward e di forze dell’ordine. Le “determine” che poi il Gos deve mettere in pratica possono aumentando le restrizioni. Però solo il Sassuolo può decidere l’inversione delle curve.
LE DUE TIFOSERIE
Ho parlando di buon senso perché tra le tifoserie organizzate del Sassuolo e della Reggiana c’è stata un incontro dove è stata ribadita la disponibilità a invertire le curve. La ragione è molto semplice: gli ultrà del Sassuolo sono sempre stati dei migranti, dal Ricci al Braglia al Giglio. Si sono posizionati in curva Sud al Mapei per tutelare la curva della Reggiana perché se avessero scelto la curva nord (dove erano posizionati al Ricci) tutte le tifoserie ospiti sarebbero state destinate in curva Sud. Poi c’è l’aspetto logistico: il Giglio è stato pensato per ospitare in sicurezza le tifoserie avversarie in curva Nord.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Non è un elemento di poco conto che il consiglio comunale all’unanimità abbia chiesto al sindaco Massari di farsi mediatore per dare la curva sud ai tifosi della Reggiana. In pratica è stata la città di Reggio Emilia che ospita le partite del Sassuolo, nello stadio di proprietà della Mapei Stadium, a chiedere questa inversione di settori. Ed è la città di Reggio Emilia che paga l’ordine pubblico mettendo delle risorse a disposizione di Reggiana e Sassuolo per gli avvenimenti sportivi. Chi rispedirà al mittente la richiesta del consiglio comunale e la missiva del sindaco Massari?
I TIFOSI GRANATA
Solo uno sprovveduto o chi non conosce il mondo calcio può ignorare cosa significa per un tifosi della Reggiana la curva Sud. Non è solo un settore dello stadio, come sono abituati a frequentare in trasferta ma è la “loro” casa. Chi ha frequentato la curva del Mirabello, del Giglio e oggi del Città del Tricolore sa cosa significa e di cosa stiamo parlando. Per questo è da superficiali rimarcare “un settore vale l’altro” oppure “bisogna tifare la squadra in qualsiasi modo”. Rimanere fuori dallo stadio è comunque una forma democratica di protesta e se non degenera (cosa che non credo) deve essere accettata.
I REGGIANI
Nessuno ha posto una questione cruciale perché si cerca di fare finta di niente: ogni partita della Reggiana ci sono allo stadio 8.500 tifosi granata, esclusi gli ospiti. Non tutti vanno in curva ma molti in tribuna Est e altrettanti in tribuna Ovest. Ebbene sarà curioso capire se la prevendita riguarderà solo il settore di curva Nord e uno spicchio di Tribuna Est laterale nord di un migliaio di posto. In pratica diciamo 5.000 posti ma è pensabile che una famiglia che solitamente frequenta la Tribuna Est e la Tribuna Ovest vada in curva perché bisogna dire ai tifosi reggiani che “sono in trasferta” a Reggio Emilia?
LA VIABILITA’
Lo stadio Città del Tricolore è stato pensato e ideato per collocare in tutta sicurezza la tifoseria ospite in curva Nord. Chi viene da fuori Reggio Emilia, spesso in autostrada, imbocca direttamente via Romano e si ritrova nel parcheggio dell’Acquatico e poi c’è un sottopasso obbligato e blindato che porta direttamente in curva nord. Se si vuole mandare i tifosi reggiani in curva nord occorre pensare di farli attraversare via Gramsci (dove tutto attorno i reggiani parcheggiano l’auto) oppure via delle Ortolane e ovviamente ci sarà un intreccio con i tifosi del Sassuolo. Peggio ancora se si pensa di utilizzare la Tribuna Est perché l’unica soluzione è aprire il cancello che separa la curva Nord per poi passando dal piazzale dei Petali raggiungere la Tribuna Est laterale nord. Parliamo di un sabato sera alle ore 19.30.
Sia chiaro: tutto è possibile perché i tifosi reggiani sono sportivi e civili ma l’impressione è che si voglia spingere i tifosi reggiani a rimanere a casa.
ABBONATI E PAGANTI
Non trascuro un particolare importante che riguarda l’aspetto logistico degli abbonati del Sassuolo che hanno tutto il diritto di vedere la partita dove solitamente sono posizionati. Per questo motivo occorreva partire per tempo per spostare gli abbonati da una curva all’altra. Non è un particolare da trascurare perché se il Sassuolo ha 2.169 abbonati (dato ufficiale) significa che 2.169 sono prenotati e non si possono spostare in tre giorni. Sì, perché mercoledì si aprirà la prevendita e in pochi giorni non si potrà cambiare la mappatura dello stadio. Almeno non ci sia una ferra volontà.
BUON SENSO E CONVIVENZA
Perché ho parlato che occorre buon senso e convivenza sportiva? Perché il buon senso induce a ritenere questa partita anomala da un punto di vista organizzativo, com’è stato al Braglia nella stessa situazione. Buon senso perché non c’è la necessità di una tutela dei propri abbonati o tifosi per i motivi che accennavo in precedenza e per i numeri decisamente diversi.
Ho parlando di convivenza sportiva perché poteva essere questo un ulteriore passo di avvicinamento tra le due società o comunque di un rapporto che può essere fruttifero per entrambi i club e le tifoserie. Purtroppo penso che questa vicenda ci farà tornare indietro di almeno tanti anni e non credo che ci sarà un vincitore ma solo delle macerie.
LA PROPRIETA’
A volte è difficile fare capire, non i concetti ma la realtà dei fatti che spesso viene mistificata.
L’affermazione che ricorre sempre è questa: il Sassuolo è proprietario dello stadio. E’ un’affermazione sbagliata e basterebbe andare sul web per capire che lo stadio di Reggio Emilia, ex Giglio, è di proprietà e viene gestito dalla Mapei Stadium srl che ha avuto nel 2023 un fatturato di 3 milioni 523mila euro, con un utile di 30.328 euro. Una società che ha un capitale sociale di 20mila euro. Se poi volete sapere chi è l’amministratore unico di Mapei Stadium basta andare alla voce Simona Giorgetta: nipote di Giorgio Squinzi, figlio del fondatore della Mapei, detiene la maggioranza delle quote dell’azienda di famiglia. A 44 anni, condivide la proprietà di Mapei (siede nel cda) con i cugini Veronica e Marco (entrambi amministratori delegati dal 2019) con cui è anche proprietaria del Sassuolo Calcio. Il suo patrimonio di 1,3 miliardi di euro, la porta al 2204esimo posto tra i più ricchi al mondo.
Quindi Mapei Spa che ha come azionista di maggioranza Simona Giorgetta è la casa madre che controlla Mapei Stadium srl che ha come amministratrice unica la stessa Simone Giorgetta e sempre la Mapei Spa controlla il Sassuolo calcio che ha come presidente Carlo Rossi, vice presidente Giovanna Squinzi e amministratore delegato Giovanni Carnevali.
Non voglio nemmeno trascurare il fatto che la Mapei Stadium srl ha acquisito all’asta il diritto di superficie dello stadio fino al 2050 in base a una convenzione con il Comune che lo vincola nell’uso sportivo. Così come ho spiegato tante volte tutto l’iter politico e burocratico che generato questa situazione, le responsabilità e chi ha fatto cosa.
L’unica novità è che la Mapei Stadium srl è stata costituita il 15/10/2004 quindi prima dell’acquisizione all’asta dello stadio. Il che significa che era già stata costituita una società ad hoc per la gestione della struttura.
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1 Comment

  • roberto famiglietti
    26 Marzo 2025, 21:16

    nessuna polemica per carità , ma non riesco a capire "nella mia o vostra ignoranza" questa astensione in un derby cruciale da parte di alcune tifoserie . dove ti siedi a vedere una partita fa incaxxare le tifoserie ???? io mi sarei incaxxato a cosenza, mi sarei incaxxato in casa con la sampdoria a giochi fatti e partita vinta , non per dove ci sediamo in casa del sassuolo …. perchè ricordiamoci che lo stadio è loro !!! specie quando giocano in casa . mi sembra di ricordare roma napoli quando un pregiudicato da carcere chiamo' l'arbitro e gli disse non si gioca ….. speravo fosse una brutta storia che ci avesse insegnato qualcosa , ed invece …… teppisti o tifosi ?

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