Festa da record per il Gruppo Vandelli

Festa da record per il Gruppo Vandelli

Oltre 720 pasti serviti, duecento volontari impegnati nel servizio, un migliaio di associati presenti e tanti ospiti ad iniziare dal vice presidente granata Vittorio Cattani all’ex presidente Giovanni Vandelli

E’ stata una festa record per il Gruppo Vandelli: sono stati serviti 720 pasti, oltre duecento tifosi impegnati nell’allestimento dei vari stand ed erano più di mille i partecipanti con tante donne e bambini. Un successo di partecipazione com’è nello stile del Vandelli che più che un gruppo organizzato si definisce una famiglia, anche se in questa occasione molto allargata. Una festa di passione e di senso di appartenenza per un gruppo che ha valori speciali e che si identificano in questi due slogan: il Vandelli è uno stile di vita e tifiamo Reggiana a prescindere dai risultati.

 

Una serata di festa cui ha preso parte il vice presidente granata Vittorio Cattani che dopo aver ringraziato i tifosi per il loro incitamento ha chiesto: “stateci ancora più vicini perché il prossimo campionato sarà ancora più impegnativo e abbiamo bisogno del vostro supporto anche se siamo certi non mancherà. Nei vostri confronti abbiamo una grande senso di responsabilità che vogliamo, come voi ci chiedete, onorare con impegno, abnegazione e sudore per la maglia granata”.

Oggi del Gruppo Vandelli fanno parte anche due ex giocatori che hanno militato nella Reggiana: Matteo Pelatti e Stefano Dall’Acqua. “Il fatidico giorno del 1 maggio 1994 – racconta Pelatti – ero un ragazzino ma ho seguito la partita in curva con i tifosi granata nonostante in quel periodo giocavo nelle giovanili del Milan perché la mia passione per la Reggiana ha radici profonde. Oggi come 30 anni fa sono ancora sugli spalti a tifare per i granata”.

 

Stefano Dall’Acqua è un veneto verace che a Reggio ha trovato anche l’amore: “Ho girato tante piazze del sud Italia, tifoserie calde, passionali ma Reggio Emilia è unica. Ti fa sentire giocatore vero e stando sugli spalti con gli amici ho capito quanta passione c’è nel popolo granata. Sono veramente unici e dico ai miei ex colleghi: non vi capiterà mai più di giocare in una città che vi vuole così bene per cui cercare di onorare la maglia granata che indossate”.

E’ stata una serata speciale anche perché per la prima volta Gigi Bagnoli, uno dei leader del Vandelli assieme a Davide Casamatti, ha esternato i principi che animano il gruppo ma soprattutto ha ricordato, alla presenza dello stesso ex presidente Giovanni Vandelli, le origini del nome dato al gruppo: “Eravamo una trentina di ragazzini, studenti e non, in trasferta ad Ancona. Non avevamo molti soldi per acquistare il biglietto e il presidente Giovanni Vandelli venne da noi e ci disse “in quanti siete? Ecco i soldi per entrare allo stadio”. Un gesto che ci è rimasto nel cuore da parte di un presidente, come oggi forse non ce ne sono più, che è prima di tutto un tifoso”.

Applauditissimo e anche emozionato Giovanni Vandelli ha rimarcato: “Il mio grande rammarico è di non aver regalato alla gente di Reggio le soddisfazioni calcistiche che avrebbe meritato ma è stato grazie all’esperienza da presidente della Reggiana che poi ho conquistato 14 trofei mondiali nella pallavolo. Se tornassi a nascere, ricomprerei ancora la Reggiana perché questi tifosi sono unici”.

A omaggiare il Gruppo Vandelli erano presenti anche ex giocatori che hanno fatto la storia della Reggiana a iniziare da Nico Facciolo: “Nella vita ci vuole fortuna: io sono entrato nella storia granata per i due rigori parati al Modena e se caso mai non ci fossi riuscito oggi sarei stato uno dei tanti”. Saverio Albi ha ricordato: “Nella mia carriera ho segnato due gol, uno in Coppa Italia ma tutti ricordano la mia rete al Tardini contro il Parma che ha fatto breccia nel cuore dei tifosi”.

Sergio D’Agostino a distanza di quarant’anni suscita sempre emozioni: “Ogni volta mi cantano il mio coro e questo mi riempie d’orgoglio perché significa che ho lasciato il segno. A Reggio ci vivo, i miei figli sono reggiani e io sono tifosissimo granata”. Infine Stefano Guerra che è un reggiano acquisito e un testimonial della reggianità: “Io faccio parte della Reggiana dell’88/89 che ha vinto la serie C e ogni volta che chiamo a Reggio i miei ex compagni è sempre una straordinaria festa”.

Wainer Magnani
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