La Reggiana prova a fare i conti per la nuova serie C

La Reggiana prova a fare i conti per la nuova serie C

Per la prossima serie C una drastica riduzione dei ricavi e di conseguenza si dovrà operare pure una rigida riduzione dei costi in particolar modo il portafoglio giocatori

In questi giorni il Cda della Reggiana, prima di decidere a chi affidare la gestione tecnica per il prossimo campionato di serie C, dovrà tirare le somme di questa gestione economica che presenterà un disavanzo non previsto, dato che il budget di previsione era di arrivare a una perdita d’esercizio di 3,3 milioni di euro ma invece, tenendo conto anche delle sponsorizzazioni versate dai soci, sarà quasi raddoppiato. Spetterà ad Umberto Imbergamo, responsabile della gestione del club, trarre le conclusioni e illustrare il percorso finanziario della società.

Questo è un aspetto importante per gli azionisti Amadei (74,79%), Salerno (20%) e Fico (5,21%) che dovranno corrispondere al disavanzo in base alle loro quote ma ciò che conta è il futuro, vale a dire il prossimo campionato di serie C. Un torneo che comporta costi e introiti ben diversi rispetto alla serie B. Il Cda della Reggiana dovrà prevedere un forte “snellimento” dei costi a fronte di una drastica riduzione degli introiti. Facciamo alcuni esempi prendendo a parametro la stagione 22/23 che ha segnato il ritorno della Reggiana in serie B. Quest’anno la quota incassi e abbonamenti è stata sui 2 milioni di euro mentre tre anni fa in serie C si è arrivati a poco più di un milione (446.386 al botteghino e 560.944 in abbonamenti) quindi è la metà. Quest’anno gli introiti tra mutualità, licenze e diritti tv sono stati superiori ai 7 milioni. Una voce che in serie C è del tutto inesistente. Le stesse sponsorizzazioni, pur tenendo conto del contributo dei soci, non possono raggiungere le quote di questa stagione. La Reggiana può usufruire di un “paracadute” per la retrocessione dalla serie B che oscillerà da 1,3 a 1,5 milioni.

Si deve, quindi, ipotizzare per la prossima serie C una drastica riduzione dei ricavi e di conseguenza si dovrà operare pure una rigida riduzione dei costi in particolar modo il portafoglio giocatori. Nell’attuale stagione il costo complessivo del personale è oscillato tra i 10 e 11 milioni di euro. Un investimento che nel prossimo campionato la Reggiana non si può permettere, così come certi ingaggi. Quest’anno ci sono sette giocatori che superano i 400mila euro lordi, 11 atleti sono superiori ai 200 mila euro e ben 14 oltre i 100mila sempre costo azienda. A prescindere dal valore tecnico il futuro direttore sportivo dovrà fare una drastica scelta e inversione di tendenza a livello di ingaggi.

Nell’ultimo anno di serie C il direttore sportivo Goretti per centrare l’obiettivo della vittoria del campionato aveva speso 5.892.855 euro per i tesserati, staff compreso.

L’unico dato che è rimasto elevato sono le sponsorizzazioni grazie all’intervento dei soci che nel 2022 / 2023 hanno sottoscritto contratti pubblicitari con le loro aziende per 4.820.385 euro, per cui hanno introitato nella cassa della società granata complessivamente ben 6.287.623 euro. Quest’anno c’è stato un ulteriore incremento di oltre un milione di euro.

La Reggiana ha una struttura organizzativa da serie B condizionata dalla gestione delle partite (nel 22/23 il costo è stato di 853.313 euro fra costi per servizio biglietteria e controllo ingressi e affitto dello stadio) che quest’anno supererà abbondantemente il milione di euro.

Per far capire la differenza tra serie B e serie C basta considerare che i costi d’esercizio 2022/2023 sono stati di 10.043.075 euro, più o meno il costo del personale della stagione che si è appena conclusa. Allo stesso tempo i ricavi complessivi della stagione 22/23 sono stati di 9.225.244 euro, vale a dire il 40% in meno rispetto a quest’anno. La Reggiana, quindi, prima di pensare al nuovo direttore sportivo e al futuro allenatore dovrà fare una cura dimagrante. Un impegno da parte dei soci che potrà essere ridotto in virtù di due fattori: una drastica riduzione dei costi, soprattutto a livello di ingaggio dei giocatori, con una rosa composta da molti giovani e sull’altro versante un aumento dei ricavi con gli abbonamenti e al botteghino se la squadra risponderà in termini di risultati. Il minutaggio dei giovani è una percentuale che incide poco.

Sotto questo profilo la presenza di un direttore sportivo come Marco Bernardi è una garanzia poiché nelle sue esperienze con Fiorenzuola e Carpi ha sempre dovuto capitalizzare al meglio le risorse a disposizione.

Wainer Magnani
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