Punto e a capo: chiedevano solo “normalità”

Punto e a capo: chiedevano solo “normalità”

E’ anche giunto il momento da parte della proprietà di pensare al futuro, vale a dire a cedere la società ma con criterio. Non si può mettere fuori dalla porta di casa il cartello “vendesi” e ascoltare tutte le telefonate che arrivano ma è giusto affidarsi a un’agenzia specializzata. Sono operazioni che fanno le banche, gruppi specializzati, grandi professionisti perché la Reggiana è una cosa seria, è un patrimonio di passioni e va tutelato anche in questo modo

Ritrovare la normalità. E’ questo il miracolo che deve compiere la Reggiana.
Alla vigilia di questo campionato, dopo l’amara retrocessione, avevamo chiesto solo una cosa: ritrovare una normale gestione calcistica. Tradotto: sapere chi fa cosa, in una scala gerarchica chiara e ben definita. Il che significa che il presidente fa il presidente e non il direttore sportivo; che il direttore generale organizza e coordina tutte le varie aree sportive e non si intromette in questioni tecniche; che il direttore sportivo sceglie l’allenatore e i giocatori in base alle sue competenze; che la proprietà ha il dovere di fissare il budget e i paletti economici per governare la società. In pratica ognuno deve fare il suo con la massima competenza, passione e disponibilità possibile. Non c’era bisogno di un “vigilantes” in sede.
Non è chiedevamo molto ma semplicemente di essere una società NORMALE come ce ne sono tante altre, anzi per fortuna la maggioranza.
Nella Reggiana, per rimanere a casa nostra, quando questo concetto è stato applicato sono arrivati i risultati o comunque la società aveva una sua precisa identità, trasparenza e coerenza. Quei concetti che erano stati promessi.
Ivano Vacondio e Doriano Tosi sono durati 40/45 giorni. Si usa dire “come un gatto in tangenziale” ma la verità è che sono emerse incompatibilità che erano incancrenite da anni. Come braci sotto la cenere. Era normale e prevedibile che prima o poi il vulcano sarebbe esploso. Bastava un pretesto, giusto o sbagliato. La presunzione e l’arroganza hanno fatto il resto.
I tifosi, oggi, giustamente si chiedono: e adesso?
Le difficoltà non sono sparite. Le problematiche legate al mercato, alla necessità di completare l’organico, l’impellenza di cedere giocatori sotto contratto con ingaggi pesanti per la serie C, la necessità di rifarsi un’immagine (anche col ritorno di Libutti) una credibilità e soprattutto di essere competitivi sono questioni che restano sul tavolo. Non le avevano risolte Tosi e Vacondio ma erano e sono di stretta attualità.
In questo momento, sotto il profilo tecnico, c’è una sola garanzia: Attilio Tesser. L’allenatore granata sa come navigare in acque tempestose per cui è un’ancora di salvataggio importante, un faro di luce in questa notte buia, una boa cui aggrapparsi. L’altro elemento di “salvataggio” può essere Marco Bernardi se avrà la giusta autonomia e sostegno perché a volte non basta essere il direttore sportivo della Reggiana per sedersi a certi tavoli.
E’ anche giunto il momento da parte della proprietà di pensare al futuro, vale a dire a cedere la società ma con criterio. Non si può mettere fuori dalla porta di casa il cartello “vendesi” e ascoltare tutte le telefonate che arrivano ma è giusto affidarsi a un’agenzia specializzata. Sono operazioni che fanno le banche, gruppi specializzati, grandi professionisti perché la Reggiana è una cosa seria, è un patrimonio di passioni e va tutelato anche in questo modo.

Wainer Magnani
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