Come saranno gli stadi in futuro? Curve chiuse, distanziamento e mascherina.

Come saranno gli stadi in futuro? Curve chiuse, distanziamento e mascherina.

Vi siete mai chiesti quale sarà il futuro del calcio negli stadi italiani?
Il futuro del calcio sarà con stadi chiusi e solo con partite in diretta televisiva?

Non è un discorso legato al presente perché tutti sono coscienti che se anche a giugno, luglio o agosto si cercherà di concludere i campionati, le partite si giocheranno a porte chiuse ma è ciò che ci attende la prossima stagione sportiva, quando inizierà il nuovo campionato. Andremo ancora allo stadio? Potremo ancora vedere la partita in curva Sud o nei distinti?
Se dovessimo ragionare nei termini che oggi ci suggeriscono, pur in assenza di contagi, è facile prevedere che un eventuale protocollo per le partite di calcio parlerà inevitabilmente di un distanziamento di un metro tra un tifoso e l’altro per evitare il contagio, forse con l’obbligo della mascherina. Certamente le curve come le abbiamo frequentate e viste saranno un lontano ricordo. Oggi è impensabile ipotizzare di eliminare il distanziamento anche utilizzando la mascherina o i guanti. Certo, sarebbe già fuori logica pensare a tifosi con mascherina e guanti in curva Sud. E’ già ridicolo pensarlo. Quindi curve chiuse.
E negli altri settori? La logica ci porta a pensare a uno schema come abbiamo raffigurato con il distanziamento di un metro tra un tifoso e l’altro ma soprattutto con l’obbligo di rimanere seduti e al proprio posto. Si dovrebbero dunque adeguare i settori dove è possibile il distanziamento (Distinti e Tribuna) partendo dal presupposto di “tutti posti a sedere e numerati”. Fin qui può apparire assurdo ma è pur sempre praticabile se ci sarà la responsabilità dei tifosi nel rispettare questa regola. Ovviamente non possiamo si possano togliere i seggiolini ma si dovranno rendere inutilizzabili e spetterà agli steward far rispettare la distanza di un metro.
L’acquisto del biglietto sarà prevalentemente in prevendita, limitando il botteghino poiché la fila dovrebbe rispettare il distanziamento. Ora come si può pensare di avere 100 tifosi in fila a un botteghino per il biglietto? La fila sarebbe interminabile. Quindi biglietti acquistati online e in prevendita.
Il problema vero è l’afflusso e il deflusso degli spettatori perché anche in questo caso la regola dovrebbe essere il rispetto del distanziamento. Una ipotesi è di andare allo stadio con la mascherina almeno fino a quando non ti siedi nel tuo posto allo stadio e in quel momento il distanziamento è garantito. Lo stesso vale per l’uscita.
L’obbligo dei guanti sarebbe indispensabile per l’utilizzo dei tornelli poiché non devono essere “contaminati”. E’ pensabile che andare e uscire allo stadio comporterà un enorme dispendio di tempo.
Ovviamente si potrà andare al bar come avviene oggi, anzi da lunedi’, cioè rispettando il metro di distanza dal bancone e tra chi è in fila.
Impossibile pensare alle esultanze collettive, anzi. Guai. Si assisterà alla partita come quando si andrà a teatro o al cinema perché i principi saranno gli stessi.
Riepilogando curve chiuse, tutti posti a sede distanziati di un metro, utilizzo obbligatorio di mascherina e guanti per afflusso e deflusso dallo stadio cercando di mantenere il distanziamento sia nel momento d’ingresso che all’uscita.
Non credo che questo spettacolo calcistico piacerà alla stragrande maggioranza dei tifosi che inevitabilmente si disinnamoreranno del calcio. A meno che qualcuno pensi che il calcio in tv sia il futuro.

Wainer Magnani
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