Finalmente si parla del possibile ritorno dei tifosi allo stadio

Finalmente si parla del possibile ritorno dei tifosi allo stadio

Per giorni ho parlato nel vuoto ma è un tema che mi sta particolarmente a cuore perché sono fermamente convinto che il calcio senza i tifosi è destinato a morire o per lo meno a trasformarsi in un video gioco.

Oggi ne parla la Gazzetta dello Sport riprendendo un intervento di Giovanni Carnevali del Sassuolo. Certo, trovo strano che se ne faccia carico il manager neroverde dato che il Sassuolo che non ha una platea cosi’ importante ma il concetto espresso da Carnevali è corretto e lungimirante: “Se riapriranno teatri e cinema, non vedo perché non si possano riaprire gli stadi che sono all’aperto e possono essere rispettate tutte le normative del protocollo”. E’ ciò che ho sempre sottolineato: negli stadi si può mettere in atto il distanziamento fisico perché c’è spazio. Le problematiche sono diverse e ne sono cosciente: l’ingresso deve essere rispettoso delle distanze e con l’uso della mascherina. Ma anche in questa logica è bene tenere conto che gli ingressi agli stadi sono numerosi. Il problema del tornello può essere superato con l’utilizzando dei lettori palmari. Per l’uscita dallo stadio vale lo stesso criterio. Se vogliamo esagerare si può anche pensare di misurare la febbre ai tifosi all’ingresso dello stadio. Certo, ci sono criticità da risolvere vedi l’utilizzo dei bagni, del bar ma è anche possibile che tra un mese tutte queste misure di prevenzione possano essere azzerate o ridotte se proseguirà la curva che porterà a una costante di zero contagi. Non voglio entrare in modo approfondito su questo argomento perché i pareri sono discordanti, anche tra gli addetti ai lavori ma soprattutto tra chi è impegnato negli ospedali e nella ricerca. Resta il fatto che tra un mese tutto potrebbe essere diverso e migliorativo. Per questo occorre essere preparati.
Capisco l’appunto che viene mosso: se la Reggiana segna il gol decisivo che vale la serie B come si può pensare che i tifosi restino seduti al loro posto senza lasciarsi andare in scene di esultanza? E’ vero, c’è questo aspetto da considerare che è diverso da uno spettacolo cinematografico e teatrale dove tutti stanno seduti al loro posto. Gli altri fattori (ingresso, uscita, posti a sedere distanziati) non differiscono anzi teatri e cinema sono al chiuso mentre lo stadio è all’aria aperta e quindi con minori possibilità di contagio.
A chi potrebbe essere destinato l’ingresso allo stadio? Certamente agli abbonati in primis.
Mi rendo conto che questa mia analisi è molto superficiale perché non tiene conto di molte peculiarità legate soprattutto alla serie A dove ci sono squadre che hanno lo stadio esaurito in abbonamento, con afflusso di migliaia di tifosi. Poi ci sono stati che hanno capienze ridotte e non sono all’altezza di un campionato professionistico. Tutto vero, però come ha rimarcato Giovanni Carnevali “iniziamo a parlarne per non farci trovare impreparati. Occorre lungimiranza e professionalità per essere al passo con i tempi”. Ecco, almeno poniamo sul tavolo della Federcalcio e del Governo il tema del ritorno dei tifosi allo stadio.

Wainer Magnani
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