Torniamo a chiamarci Reggio Audace

Torniamo a chiamarci Reggio Audace

In due anni siamo stati ripescati dalla serie D pur arrivando secondi e perdendo i play off; in serie C da terzi in classifica siamo andati a fare i play off da secondi e con tre partite in casa e alla prima partita il Potenza ha sbagliato un rigore

A volte serve un pizzico di ironia e anche la capacità di non prenderci troppo sul serio per rendere meno triste il futuro.
Ogni allenatore che si è seduto sulla panchina della Reggiana è sempre stato accolto da un coro che era l’espressione di un desiderio. Cosi’ è stato anche per Max Alvini quando dall’alto della scalinata che porta in tribuna i tifosi festanti per la promozione in serie B gli fecero il coro “Alvini portaci a Parma”.

La sfida con il Gran Ducato di Maria Luigia è sempre stato l’assillo dei reggiani, a maggior ragione a livello calcistico. Ebbene ora questa possibilità, vale a dire il ritorno della Reggiana a Parma, è dietro l’angolo perché i cugini sono ormai in caduta libera e la prospettiva di giocare il prossimo anno in serie B è concreta. Ma c’è un particolare che rende amara la prospettiva dato che la Reggiana, oggi come oggi, è indiziata per la retrocessione in serie C e quindi questo appuntamento a Parma, che poteva diventare realtà, rischia di svanire sul più bello.


Ma c’è di più. La pandemia ha avuto un effetto devastante per il calcio a livello finanziario, come ci stiamo accorgendo oggi con società come l’Inter che ha 650 milioni di debiti o la Juve che sfiora il mezzo miliardo o il Milan con 130 milioni. E chi più, chi meno presenta un bilancio in profondo rosso. Ma a pagare il prezzo più salato sono i tifosi che da più di un anno hanno dovuto subire la chiusura degli stadi e non hanno potuto godere dei sabati o delle domeniche passato sulle gradinate con gli amici.
Lo zoccolo duro dei tifosi granata che non ha mai lasciato sola la Reggiana nemmeno in serie D, aveva sostenuto la Reggiana per l’ultima volta nella trasferta di Gubbio, salvo poi esultare per la vittoria dei play off e la conquista della serie B sotto la scalinata dello stadio o in piazza della Vittoria.

Una promozione attesa da 21 anni. Ebbene il rischio è di ritrovarsi, quando e se riapriranno gli stadi, nelle stesse condizioni di Gubbio e magari per ironia della sorte il campionato potrebbe ripartire proprio da Gubbio con una frase destinata a diventare storica: dove eravamo rimasti?
L’Ac Reggiana 1919 si appresta a festeggiare i 100 anni di storia con un ritorno al passato. Voi direte: ma come, la Reggiana è nata nel 1919 quindi ha festeggiato i 100 anni nel 2019. Sbagliato perché per due anni c’è stata la Reggio Audace che ha partecipato al campionato di serie D, poi è stata ripescata in serie C pur arrivando terza e perdendo la finale play off.

L’anno successivo la Reggio Audace è stata promossa in serie B e a tavolino dal terzo (media punti) si è vista proiettata al secondo posto, gli è stata consentito di giocare solo tre partite di play off e tutte in casa. Se non bastasse alla prima sfida contro il Potenza il portiere Venturi ha parato un rigore decisivo. Alla fine è arrivata la promozione in serie B.

Poi la Reggio Audace ha lasciato il posto all’Ac Reggiana 1919. E diciamo la verità: sono tornati i guai. Si, perché l’Ac Reggiana nel corso della sua storia ha subito talmente tante disavventure che giustamente qualcuno ha rimarcato: ma perché non torniamo a chiamarci Reggio Audace?

Wainer Magnani
ADMINISTRATOR
PROFILE

Articoli correlati

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. I dati necessari sono contrassegnati con *

Ultimi Articoli

Autori

Commentati

Video in evidenza