Al Braglia la Reggiana non trova la vittoria ma tante certezze

Al Braglia la Reggiana non trova la vittoria ma tante certezze

Non c’è discussione: i granata avrebbero meritato la vittoria perché hanno dominato il Modena in tutto e per tutto

Lunedi’ sera sono andato a letto contento e ricco di certezza. Strano perché la Reggiana non aveva vinto eppure ho visto una bella partita, un Derby ricco di emozioni ma soprattutto ho ammirato una Reggiana ricca di personalità, talento per la serie C e che gioca a calcio. E al cospetto non c’era una neo promossa dalla serie D ma la “corazzata” Modena. Apro una parentesi e non me ne vogliamo i cugini modenesi ma ho l’impressione che il Modena di Tesser sarà sicuramente vincente ma non credo farà appassionare più di tanto i suoi tifosi. In poche parole: il Modena mi ha deluso. Ma sicuramente il merito va tutto alla Reggiana che ha fatto una partita agonisticamente importante ma soprattutto tecnicamente di assoluto livello.

Un duello aereo Rozzio Marrota vinto dal granata


La Reggiana avrebbe meritato di vincere. Questa è l’altra convinzione che mi ha accompagnato nel perder sonno, avvalorata dal parere degli addetti ai lavori e anche dagli stessi tifosi modenesi. Rozzio e compagni avrebbero meritato i tre punti in virtù del calcio espresso e delle occasioni create. Un calcio propositivo, sempre proiettato a portare palla e uomini nell’area avversaria. Una Reggiana che inizia a mostrare una precisa identità di gioco e di squadra. Ammetto di essere condizionato nel giudizio dalle prestazioni della Reggiana dello scorso anno quando non sapevi mai come la squadra di Alvini si sarebbe comportata in campo. Al Braglia, invece, si è avuta la netta sensazione di una Reggiana che voleva dominare il campo e l’avversario. Poteva anche perdere o pareggiare, com’è stato ma è l’idea di gioco che mi è piaciuta ed è stata vincente. Gli uomini di qualità e di tecnica sopraffina per la serie C si sono messi al servizio del collettivo in una capacità di gestione delle palla che è destinata a fare la differenza.


So benissimo qual è la critica che viene fatta a questa Reggiana: in attacco non siamo in grado di sfruttare tutte le occasioni che produciamo. E’ vero. Non voglio gettare la croce agli attaccanti ma la Reggiana al Braglia ha prodotto non meno di dieci nitide occasioni da gol e nel primo tempo, dopo averlo dominato, si è vista andare negli spogliatoi sotto di un gol. Non è possibile, però si piò migliorare.
Vorrei anche rimarcare una mossa vincente del mister Diana che ha iniziato la partita con la stessa squadra che ha vinto col Montevarchi dimostrando che il concetto della “continuità di rendimento” gli è ben chiaro. L’ha fatto pur sapendo di avere in panchina giocatori che gli avrebbero consentito di elevare ancora di più la qualità del gioco e della personalità in campo. Ma poi ha fatto una mossa che si è rivelata vincente: ha tolto l’esterno destro Guglielmotti per inserire la seconda punta Neglia. In pratica ha cambiato assetto per dare ancora più spinta all’attacco perché sapeva che non poteva finire questo Derby con una sconfitta. E’ stato subito premiato perché Neglia ha impiegato un minuto per trovare la conclusione vincente. E’ la conferma che quest’anno le partite le possono decidere gli undici iniziali ma soprattutto chi subentra dalla panchina.

Sergio Contessa in azione


Mi sono anche chiesto: in cosa deve migliorare la Reggiana e la risposta è semplice: nei cali di attenzione e concentrazione che hanno consentito al Modena di arrivare al gol. L’altro elemento è che si sono perse qualche palla “velenosa” di troppo che ha consentito al Modena di andare in contropiede, anche se è stato sempre rimediato con una capacità di tutti di “correre all’indietro”. Sulla condizione agonistica non mi esprimo, però rispetto alle prime apparizioni dove la Reggiana spariva nella ripresa, al Braglia chi era in campo ha corso fino alla fine per cui noto una squadra in decisa crescita.

I dirigenti granata al Braglia


L’ultima annotazione mi piace farla sulla società: ho rivisto tutti assieme i soci a vedere la partita. Se è importante il “collettivo” per la squadra lo è a maggior ragione per il gruppo dirigente. Il Modena non gli ha riservato dei posti di prestigio in tribuna, però si sono presi la rivincita a fine partita. Lo stesso patron Romano Amadei, onorato e stimato da molti modenesi, è stato “pizzicato” a fine primo tempo, col Modena in vantaggio, per la sua genuinità linguistica. Anche per il patron i conti si fanno alla fine e chi in tribuna ha alzano i toni della discussione, a fine gara se n’è andata con la coda tra le gambe.

Wainer Magnani
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