Due punti persi o uno guadagnato? E’ il solito dilemma

Due punti persi o uno guadagnato? E’ il solito dilemma

La grande verità è che Gondo ha avuto due occasioni per chiudere la partita, come era scritto: Cremonese all’assalto in modo evanescente e Reggiana che in contropiede con Gondo chiude la partita, invece Coda ha avuto una mezza occasione e ha trovato il pareggio

Non saprei dire se è un punto guadagnato o due punti persi. Quanto peseranno il punto lasciato a Cittadella, quello col Palermo e questi due con la Cremonese lo dirà, alla fine, il campionato. Capiterà, vedi Como, di acciuffare dei pareggi o delle vittorie quando meno te l’aspetti. Forse, dico forse, si compenseranno. Per ora resta questo grande interrogativo. Certo se prendiamo in esame il valore dell’avversario dobbiamo accontentarci ma se ragioniamo in questi termini, tenendo conto del valore dell’organico degli avversari, allora dobbiamo metterci il cuore in pace perché il 70% delle squadre di questa serie B hanno un organico superiore a quello della Reggiana. Per fortuna nel calcio non sempre succede questo perché in campo non vanno gli ingaggi, le quotazioni o il curriculum ma entrano in scena altri fattori come la compattezza, la capacità di essere squadra, di gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Nesta ha detto di avere visto due partite in una: Reggiana spavalda e manovriera nel primo tempo, Reggiana schiacciata nella sua metà campo e in sofferenza nella ripresa. Verissimo. Si potrebbe disquisire su questi aspetti. Ad esempio la scelta iniziale di una formazione coraggiosa con due punte (Pettinari e Antiste) con alle spalle Vergara che poi ha ulteriormente implementato con l’ingresso di Lanini al posto dell’infortunato Vergara. Si era sul 0-0 ma con Pettinari sul dischetto del rigore. Mi chiedo: ma non si poteva aspettare di fare il cambio o la scelta sarebbe stata sempre la stessa anche sull’uno a zero? Particolari che, però, poi fanno la differenza.
Reggiana in sofferenza nella ripresa? Vero anche se l’organizzazione difensiva era perfetta ma era una squadra statica con una difesa cinque con Sampirisi e Libutti esterni ma soprattutto con centrocampisti che erano votati al palleggio (Bianco, Kabashi e poi il subentrato Cigarini) il solo Portanova (stanco) era votato a portare la palla nella metà campo della Cremonese. Anche in questo caso si potrebbe disquisire a lungo ma saremmo influenzati dal risultato finale. Sì, perché diciamoci la verità: se la Reggiana avesse vinto 2-1 o 3-1 cosa avremmo detto o scritto: Reggiana stoica, grande organizzazione difensiva, spirito di sacrificio, una vittoria costruita con sangue, sudore e difesa ecc ecc. Nessuno lo vuole ammettere ma è così.
La grande verità è che Gondo ha avuto due occasioni per chiudere la partita, come era scritto: Cremonese all’assalto in modo evanescente e Reggiana che in contropiede con Gondo chiude la partita. Anche in questo caso è una questione di particolari: a Massimo Coda è bastata una mezza palla gol, un briciolo di libertà e ha saettato a rete. A Gondo non sono bastate due palle a campo aperto e a diretto contatto con Sarr per trovare il gol. Tutto il resto è noia.

Wainer Magnani
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