Ecco come l’azienda Ac Reggiana può essere sostenibile

Ecco come l’azienda Ac Reggiana può essere sostenibile

Sono indispensabili tre fattori: sponsor, abbonamenti e ma soprattutto giovani da destinare al calcio mercato

La sostenibilità dell’azienda Ac Reggiana è sempre stato un argomento del presidente Carmelo Salerno e in questi giorni è stato ribadito dal vice presidente e dg Vittorio Cattani “per dare un futuro al club a prescindere dagli attuali soci e in particolar modo dal patron Amadei”.
Dopo l’esperienza di questo campionato mi sono fatto un’idea ben precisa di come l’azienda granata può autofinanziarsi senza chiedere ingenti esborsi di capitali ai soci.
Facciamo una premessa. Un tempo si diceva che il contributo per i diritti televisivi poteva essere determinante per coprire i costi di gestione. Oggi non è più così perché i costi sono lievitati, anzi raddoppiati. La Reggiana, ad esempio, supererà come costo d’esercizio i 15 milioni di euro. Un dato più preciso lo avremo a gennaio 2025 quando la società depositerà in tribuna il bilancio ma questa è la cifra, forse in difetto.
Il budget per gli sponsor (la Reggiana ha un portafoglio di 2,5 milioni di euro che può arrivare anche a 3 milioni) copre il 20%. Poi ci possiamo mettere 1 o 1,5 milioni tra incassi e abbonamenti e abbiamo un altro 10%.
Possiamo considerare che tra diritti tv e valorizzazioni venga coperto il 40% -50% del costo complessivo. In questo caso c’è un fattore che è determinante e vale il discorso del minutaggio. Se fai giocare dei giovani bravi allora il contributo diventa significativo.
All’appello manca sempre un 20%-30% che, se non vi sono altre entrate, deve essere coperto dai soci, il che significa un esborso dai 3 ai 4,5 milioni di euro. L’unico modo per coprire questo disavanzo è il calcio mercato, vale a dire la vendita di giocatori giovani alla serie A o al calcio esterno. Non ci sono altre soluzioni.
Tirando le somme, in modo sommario e approssimativo, per poter arrivare alla sostenibilità dell’azienda Ac Reggiana è indispensabile allestire una squadra con molti giovani emergenti, in parte di proprietà perché possano essere destinati al calcio mercato. Una rosa giovane per ottenere le valorizzazioni e il minutaggio, oltre che la cessione di alcuni di loro per diversi milioni di euro. Per ottenere questo obiettivo occorrono due eccellenti professionisti: un allenatore che sia in grado di far crescere i giovani e un direttore sportivo qualificato nella ricerca di questi atleti. Ovviamente deve avere alle spalle uno scouting di buon livello. L’unica alternativa è proporre i giocatori del proprio settore giovanile ma in questo caso la Reggiana deve ancora fare molta strada.
Come si può notare non ho parlato di risultati perché questo è un aspetto che spesso passa in secondo piano quando hai una squadra giovane. Può andare bene oppure puoi anche rischiare.
Questo, per me, è l’unico progetto di sostenibilità che posso intravedere per una Reggiana in serie B.

Wainer Magnani
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