Per agguantare la salvezza serve il fattore C.

Per agguantare la salvezza serve il fattore C.

Viali lascia in eredità a Dionigi una Reggiana in zona play out con pregi e difetti

La Reggiana ha deciso di cambiare la guida tecnica nel tentativo di salvare la categoria. Non si conoscono le reali motivazioni che hanno spinto la proprietà a fare questa scelta, dopo che a Viali era stata rinnovata la fiducia dopo il pari-beffa con la Sampdoria. Forse lo diranno in sede di presentazione del neo allenatore Davide Dionigi. Di sicuro i risultati hanno inciso e forse anche le ultime gestioni ma è sempre difficile capire fino a che punto sono responsabilità del tecnico o dei giocatori. L’allenatore è sempre l’anello debole di questa catena ma è anche il responsabile della gestione del gruppo. La debacle contro il Sassuolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Si poteva perdere ma non in quel modo, giocando in modo scriteriato e non subendo la “manita”. Era l’unica preoccupazione della vigilia.
In ogni caso Viali lascia in eredità a Dionigi una Reggiana in zona play out (è in vantaggio sulla Sampdoria) con 32 punti e con 7 partite da giocare di cui 4 al Città del Tricolore (Cremonese, Pisa, Cittadella e Spezia) e 3 in trasferta (Brescia, Modena e Juve Stabia). Una classifica ancora aperta anche se alcune squadre, vedi Modena (38 punti) Frosinone e Carrarese (36 punti) hanno un notevole vantaggio. Diciamo che 7 squadre sono nello spazio di 4 punti, con la Salernitana attardata di 2 punti ma con cinque scontri diretti a calendario.
Adesso cosa serve? Il luogo comune del calcio parla della necessità di dare una “scossa” alla squadra ma sono tutte favole. La verità è che questa Reggiana ha pregi e difetti che Dionigi non potrà cancellare, soprattutto in sette partite. L’unico fattore che Dionigi dovrà portare alla Reggiana è il culo. Scusate la volgarità ma è così. Serve fortuna negli episodi per vincere le tre o quattro partite necessarie per ottenere il bottino salvezza. Inutile girarci intorno. Una fortuna negli episodi che la Reggiana quest’anno non ha mai avuto, iniziando dalla prima giornata con il clamoroso autogol di Meroni (uno dei migliori giocatori granata) contro il Mantova in pieno recupero. Poi è stata una successione di mancate vittorie o mancati pareggi per episodi che hanno girato sempre male. Certo con responsabilità dei granata ma che potevano girare in modo diverso con un briciolo di buona sorte. Inutile fare l’elenco perché si fa prima a dire quando la Reggiana ha “rubacchiato” dei punti. Poi ci sono le responsabilità di una squadra discontinua e che in alcune partite non è scesa in campo, vedi Cittadella o Cosenza.
In ogni caso, buon lavoro Davide Dionigi
Wainer Magnani
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