Un gruppo di imprenditori al fianco della Reggiana

Un gruppo di imprenditori al fianco della Reggiana

Ancora una volta Reggio Emilia si mostra nella sua unicità: un gruppo di imprenditori che sono certamente anche tifosi che pone al centro del loro interesse il bene della Reggiana

Senza entrare nello specifico di questa operazione di “appoggio finanziario” alla Reggiana da parte di dodici imprenditori reggiani, caso mai lo farò in seguito, è doveroso sottolineare l’importante messaggio che emerge, vale a dire di un tessuto industriale che comprende il ruolo sociale e sportivo del club e si sente di farsene carico. E’ un finanziamento non retribuito che va in questa direzione: 1,3 milioni di euro che saranno versati nelle casse granata attraverso una società creata per l’occasione dal dottor Corrado Baldini. Un contenitore aperto anche ad altri imprenditori, che vuole essere di supporto alla società in un momento di difficoltà. E’ un messaggio forte che dovrebbe essere raccolto da parte delle istituzioni ma anche dal mondo industriale e cooperativo. Ancora una volta Reggio Emilia si mostra nella sua unicità: un gruppo di imprenditori che sono certamente anche tifosi che pone al centro del loro interesse il bene della Reggiana. Senza scomodare ciò che era successo con Iniziativa Tricolore prima e la Reggio Audace poi, è la testimonianza che qualcosa si può fare se c’è la volontà di sentirsi parte di una comunità pur non avendo nessun coinvolgimento nella gestione della società o possesso delle quote del club.
Sotto il profilo squisitamente tecnico questo “appoggio finanziario” di 1,3 milioni di euro non ha fini di lucro ma non sarà sufficiente per poter traghettare la Reggiana fino alla fine della stagione. Sarà un appoggio sufficiente per poter consentire al dottor Baldini di operare la giusta cernita tra le varie manifestazioni d’interesse che ha ricevuto per arrivare a un passaggio di proprietà in mani sicure. Resta sempre come termine la fine di ottobre per tirare le somme ma in questo modo ci sarà tempo e modo per poter pensare a un futuro solido per la Reggiana.
C’è un forte messaggio di comunità che emerge dall’iniziativa messa in atto da una dozzina di imprenditori reggiani che hanno dato vita a una Srl e messo a disposizione della Reggiana una cifra attorno a 1,3 milioni di euro infruttifera, cioè senza interessi. Risorse che saranno messe a disposizione del club sotto forma di sponsorizzazioni ma che costituiranno in pratica un’anticipazione di cassa per il club. Un finanziamento infruttifero che non è detto sia restituibile ma potrebbe essere un’anticipazione di cassa sotto forma di sponsorizzazioni oppure a fondo perduto o anche convertibile in azioni del club qualora si arrivi a questo accordo con gli eventuali nuovi proprietari della Reggiana. Nulla vieta che nella futura lettera d’intenti ci sia la volontà di avere al proprio fianco questo gruppo imprenditoriale reggiano con una quota che potrebbe variare dal 10 al 15%. Non c’è nulla di precostituito anche perché al momento mancano determinati passaggi e certezze. Al momento questo “appoggio finanziario” è solo interessato a consentire al club di avere un futuro e poter arrivare a un passaggio di proprietà.
E’ bene ricordare che questa cifra di 1,3 milioni, che potrà essere anche incrementata con l’ingresso di nuovi imprenditori poiché la società costituita è aperta a tutti, sarà sufficiente per traghettare alcune scadenze federali che sono fissate per il 16 dicembre con il pagamento del secondo bimestre (settembre e ottobre 2026) senza dover intaccare quello che è il progetto sportivo che punta ad una Reggiana competitiva per la serie B. Un finanziamento che non sarà sufficiente per arrivare a fine stagione dato che a livello di budget è stata prevista la necessità di avere a disposizione 4,3 milioni di euro, il che significa che successivamente sarà necessario reperire altri tre milioni di euro. Risorse che in caso di passaggio di proprietà saranno a carico del nuovo azionista di maggioranza o assoluto del club.
In questo contesto c’è anche una piena disponibilità da parte dell’Immergas nel versare un’importante sponsorizzazione ma anche di facilitare il passaggio delle quote di maggioranza (75%) oggi detenute dal patron Romano Amadei. E’ bene ricordare che nelle prime due assemblee dei soci convocate dal Cda non era presente l’azionista di maggioranza o un suo delegato e questo è un ostacolo al quale, in qualche modo i commercialisti Corrado Baldini e Lorenzo Galaverni stanno cercando di trovare una soluzione. Non presenterà un ostacolo il veto sul gradimento da parte degli attuali azionisti Carmelo Salerno e Giuseppe Fico poiché il bene supremo è il futuro della società.
Allego una riflessione di Andrea Cognati che condivido.
Tutti, davvero tutti riconosciamo quanto il calcio sia seguito, quanto sia rappresentativo per ogni città, provincia o paese. Il movimento calcio non conosce confini: è sport, azienda, riscatto, emozione, aggregazione. Il calcio è comunità. Comunità intesa come senso di appartenenza, condivisione di valori e di obiettivi. Non a caso, i tifosi parlano della loro squadra come di una “famiglia” e spesso tramandano la passione per questi colori di generazione in generazione.
Comunità: che bella parola. Anche la comunità di Reggio Emilia ha il diritto di essere tutelata dal proprio Comune. E nella comunità reggiana rientra, senza dubbio, quella dei tifosi della Regia, unica squadra professionistica della città. Non si tratta solo di una realtà sportiva, ma di un autentico patrimonio identitario, culturale e sociale che unisce generazioni, quartieri e ceti sociali. Ogni partita è un’occasione di aggregazione.
A voi che collezionate quadri, cavalli purosangue, hangar nell’aeroporto oltre Enza, di che comunità fate parte?
Voi politicanti, che comunità rappresentate?
La Reggiana non è soltanto una squadra di calcio. È storia, identità, passione. È un pezzo di Reggio Emilia che appartiene a tanti reggiani, anche a quelli che non entrano allo stadio ogni domenica.
E questa appartenenza merita rispetto. Non privilegi, ma attenzione. Non favori, ma la consapevolezza che una comunità viva e coesa è una ricchezza per tutta la città.
Perché una città non si misura soltanto dalle sue opere, dai suoi investimenti o dai suoi bilanci. Si misura anche dalla capacità di riconoscere e tutelare ciò che unisce i suoi cittadini.
“Siamo reggiani, batteteci le mani”, recitava un coro.
Wainer Magnani
ADMINISTRATOR
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