Una Reggiana ricca di contenuti che merita un applauso

Una Reggiana ricca di contenuti che merita un applauso

il record di vittoria, la vetta della classifica, il carattere, la personalità, le mosse vincenti di Diana, il rigore di Zamparo, l’esuberanza di Lanini sono solo alcuni dei motivi per cui essere soddisfatti

La Reggiana conquista la quarta vittoria consecutiva, torna in vetta alla classifica, espugna un campo insidioso come Pescara ma in questo successo c’è molto, molto di più: c’è l’abilità, ad esempio, del tecnico Diana che nel momento più difficile ha cambiato pelle alla squadra varando un inedito 4-2-3-1 e con l’ingresso di Rossi, Radrezza e Lanini ha vinto la partita.

C’è stata la capacità della Reggiana anche di saper soffrire, di serrare le fila quando è stato necessario, di stare compatti e lottare in trincea. Una squadra che si è rimboccata le maniche, che ha aspettato il suo momento ma non ha mai rinunciato all’idea di portare a casa un risultato positivo.

C’è la strapotenza atletica di Eric Lanini che ha letteralmente spaccato la partita, c’è l’inedita coppia Rossi-Cigarini che ha mostrato quella coesistenza che avevo ipotizzato, pur fra mille critiche.

C’è il riscatto di Zamparo su calcio di rigore. Ci voleva carattere e personalità per presentarsi dal dischetto visti i precedenti ma anche per la presenza di altri rigoristi di lusso tra i granata. Un rigore che se l’era procurato e giustamente l’ha calciato.

C’è la capacità di uscire alla distanza, di non farsi schiacciare dal Pescara anche quando sembrava che dopo il gol di Ferrari non ci fosse più niente da fare.

C’è il non aver subito il contraccolpo per l’uscita di Venturi. C’è il non essersi illusi dopo il gol di Guglielmotti come i granata non si sono abbattuti dopo l’immediato pareggio. C’è ancora una volta la conferma che è la panchina l’arma in più della Reggiana.

C’è una classifica che vede la Reggiana al comando dopo sette partite e bisogna andare nella notte dei tempi per ritrovarla.

C’è una squadra che sta facendo meglio di due anni fa, tanto per rimanere nel recente passato.

C’è l’entusiasmo di 250 tifosi che hanno incitato la squadra dall’inizio alla fine e sono stati ripagati.

Sono tanti gli aspetti che la Reggiana si porta a casa da Pescara, oltre alla vittoria. E’ stata una Reggiana che ha mostrato un nuovo volto rispetto alle precedenti partite. Una squadra che all’inizio ha saputo stringere i denti, lottare per la conquista della palla, che ha subito il predominio territoriale del Pescara e ha puntato sulle ripartenze. Una Reggiana che possiamo definire operaia perché si è rimboccata le maniche e ha lottato su ogni pallone e non si è nemmeno demoralizzata quando è stata rimontata. In quel momento, dopo il gol di Ferrari, qualsiasi altro avversario sarebbe crollato psicologicamente e moralmente. La Reggiana, invece, ha messo dentro quello che ha nel suo dna: carattere e classe. Bravissimo Aimo Diana, una strategia straordinariamente vincente la sua. na mossa imprevedibile: due registi come Cigarini e Rossi e tre mezzepunte come Radrezza Rosafio e Lanini alle spalle di Zamparo. E poi difesa a quattro. Grande. Perché chi ha questa capacità e forza intellettuale di rimescolare le carte in questo modo merita un grande applauso. Senza nulla togliere al suo vice Baresi. Anzi è giusto accumularli.

La Reggiana avrebbe potuto protestare per il gol del Pescara sul filo del fuorigioco e invece è andata avanti. Poi l’arbitro ha certamente inciso nell’espulsione di Diambo ma ha usato lo stesso metro poi con Rosafio. E l’espulsione del portiere Di Gennaro è ineccepibile in base al regolamento.

Gli aspetti negativi? Subire due gol in una sola partita non è da Reggiana, cosi’ come spiace per l’espulsione di Rosafio. Peccato per la ricaduta di Camigliano e per un Neglia che dall’inizio non incide come quando entra dalla panchina.

In definitiva questa è una grande e importante vittoria che merita, sabato con l’Olbia, di essere onorata nel migliore dei modi con una presenza importante da parte dei tifosi granata.

Wainer Magnani
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