Reggiana Forever: Carlini “A Frosinone ho fatto il salto triplo, ma a Reggio ho conosciuto una realtà stupenda”

Reggiana Forever: Carlini “A Frosinone ho fatto il salto triplo, ma a Reggio ho conosciuto una realtà stupenda”

Massimiliano Carlini, oggi atleta del Catanzaro, ha legato il suo nome alla storica promozione in serie A del Frosinone compiendo il triplo salto dalla serie C alla massima serie. Ma indimenticabili sono state anche le due stagioni in maglia granata che lo hanno visto protagonista portare la Reggiana a un soffio dalla serie B.

“A FROSINONE HO FATTO IL SALTO TRIPLO
A REGGIO HO CONOSCIUTO UNA REALTA’ STUPENDA”

 

“Al Frosinone sono legati i momenti più belli della mia carriera – rimarca Max Carlini – con la doppia promozione dalla C1 alla serie A. Frosinone e è lamia casa calcistica in tutti i sensi”.

Una promozione in serie A che le è valsa la cittadinanza onoraria.

“Assieme a tutti i miei compagni siamo entrati nella storia del club e ho ricordi bellissimi”.

Indimenticabile l’esordio in serie A il 23 agosto 2015 contro il Torino.

“In serie A ho giocato16 partite ed è stato l’apice della mia carriera”.

Ma poi ha dovuto ripartire dalla serie C con la Casertana.

“Il mio grande rammarico è proprio questo: dopo aver fatto tutta la trafila, dopo la retrocessione dalla serie A, mi sono ritrovato senza contratto ed è finita cosi’ la storia col Frosinone, anche per varie situazioni”.

Rimpianti?

“Non posso far altro che ringraziare il Frosinone perché sono nato e cresciuto calcisticamente a Frosinone”.


Poi è arrivata la chiamata della Reggiana.

“Reggio Emilia è stata una parentesi bellissima della mia carriera da giocatore e da uomo. A Reggio Emilia è nato mio figlio Massimo e a livello calcistico ho trovato un ambiente stupendo, anzi ideale: tifosi appassionati e caldi la domenica ma che nel corso della settimana ti lasciano vivere la tua vita con affetto e serenità. Una città a misura d’uomo dove si vive bene, dove c’è una qualità della vita che difficilmente riscontri in altre città. Servizi, cibo, cordialità. Tutto magnifico. E’ stato un capitolo molto bello e anche in termini calcistici abbiamo sfiorato la serie B ed è stato un peccato non esserci riusciti. Per questo sono felicissimo che oggi la Reggiana sia meritatamente in serie B”.

Come se l’immagina Reggiana-Frosinone?

“Seguo con affetto entrambe e sono felice quando vincono. Non ho preferenze e dunque mi aggrappo alla formula: vinca il migliore”.

Quali sono le caratteristiche del Frosinone?

“E’ una squadra che non muore mai, quando la davano per spacciata, ha tirato fuori il meglio e ha conquistato i play off arrivando a giocarsi la finale per la serie A che avrebbe anche meritato di conquistare. E’ una squadra sempre ostica e difficile da affrontare per lo spirito ma anche per il valore dell’organico a disposizione di Nesta”.

Della Reggiana cosa ne dice?

“La seguo con affetto e sono due anni che la Reggiana esprime un calcio di alto livello: aggressivo, sempre propositivo. Il mister Alvini sta facendo ottime cose, i giocatori lo seguono e tutto ciò che chiede in allenamento viene poi portato in campo nel corso della partita. Oltre a giocare un gran calcio ottengono dei risultati positivi per cui meglio di cosi’ non si può”.

Qual è l’obiettivo concreto per il Frosinone?

“Il Frosinone vuole disputare un campionato di vertice e puntare alla serie A. Negli ultimi due anni è sempre stato questo l’intento: disputare un campionato di serie B di alto livello, in sintonia con il progetto della società che ha costruito lo stadio di proprietà e il centro sportivo”.

La Reggiana si deve accontentare della salvezza?

“Devono giocare senza porsi limiti perché il calcio ci ha insegnato che le neo promosse hanno sempre fatto qualcosa di eccezionale. Gli esempi sono tanti di società che dopo aver vinto la serie C si sono ritrovate protagoniste anche in B: mi ricordo Frosinone e Carpi e tante altre. Auguro tante società frosinone carpi doppio salto. L’aspetto positivo è che non hanno nulla da perdere, giocano a viso aperto e partita dopo partita costruiranno la storia del loro campionato. E’ inutile porsi degli obiettivi ma occorre vivere alla giornata”.

Tra i granata c’è un giocatore che le piace?

“E’ un complesso di buon livello. Mi è capitato di vedere diverse volte la Reggiana e ho riscontrato che stanno facendo bene. Non è una sorpresa, perché conosco bene Paolo Rozzio e tanti altri ragazzi, però mi piace Igor Radrezza, il suo modo di giocare, di fare da collante tra centrocampo e attacco. Quel giocatore di qualità in più che ha la Reggiana. Radrezza ha fatto tanta gavetta un pò come ho fatto io”.

Come è possibile che tanti giocatori, oggi protagonisti in serie B, sia costretti a passare dai dilettanti della serie D?

“Quando avevo 16 anni e non ero riuscito ad entrare in settore giovanile professionistico importante, un allenatore delle giovanili mi disse “non mollare perché c’è la porta di servizio, dalla serie D si può ripartire”. Cosi’ è stato anche per me che ho iniziò con l’Isola Liri in serie D dopo il primo anno a Frosinone. Radrezza è stato bravo a non mollare. I valori tecnici escono sempre fuori. Se fai parte di un settore giovanili importante hai subito questa occasione ma anche utilizzando “la porta di servizio” ci puoi riuscire”.

Chi deve temere la Reggiana del Frosinone?

“Fino a ieri avrei detto Dionigi ma so che non giocherà a Reggio Emilia per varie situazioni. Federico, però, è un giocatore che sposta gli equilibri di una partita”.

A che punto è il suo progetto di creare un Centro sportivo ne a Terracina?

“Per il momento non ho ancora deciso quale sarà il mio futuro. Era un progetto che volevo fare nella mia città perché nel comprensorio ci sono tanti bravi giovani calciatori che non possono usufruire di una struttura adeguata per poter crescere e imporsi. Ma per ora mi sento bene sia fisicamente che psicologicamente per continuare a giocare”.

Per ora si gode la famiglia?

“Diciamo che ora con la nascita della piccolina Miriam si è completata e non posso chiedere di più. La famiglia e i figli sono le uniche cose che contano nella vita. Qualsiasi problema hai fuori all’esterno, basta tornare a casa e ricevere l’abbraccio dei figli che tutto svanisce”.

Il sogno nel cassetto è di portare anche il Catanzaro in serie B?

“Me lo auguro”.

 

Wainer Magnani
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