Cambio al vertice: Reggiana sempre più sotto il segno di Amadei

Cambio al vertice: Reggiana sempre più sotto il segno di Amadei

Quintavalli cede il testimone a Carmelo Salerno. E’ una Reggiana sempre più “governata” da Romano Amadei sia nella proprietà delle quote azionarie che nella scelta degli uomini.

Affidarsi a manager di fiducia è sempre stata la sua filosofia: aziendale e sportiva. La Reggiana rientra in questa logica. Ma del resto l’ascesa di Carmelo Salerno alla presidenza della Reggiana era già stata decisa ad agosto e forse ancora prima quando Romano Amadei aveva annunciato, lui direttamente, l’arrivo a Reggio di Carmelo Salerno. L’architetto si era avvicinato in punta di piedi ma aveva man mano acquisito la completa responsabilità della gestione dell’area tecnica e poi con l’uscita di Conad gli era stata affidata la carica di vice presidente e di amministratore delegato ma all’orizzonte, per esplicita volontà del patron Amadei, gli era stata designata la poltrona di presidente. Cosi’ è stato. Sarà l’assemblea dei soci a ratificare questo nuovo assetto societario che – come detto – trae origine dalle quote detenute dai vari soci ma anche e soprattutto dalla volontà di Romano Amadei di affidarsi a persone di fiducia: cosi’ è stato con Carmelo Salerno, come da sempre con il ds Doriano Tosi. Lo stesso vale, ad esempio, per il ruolo di Direttore generale che è stato affidato a Vittorio Cattani, uomo di campo chiamato a svolgere un ruolo di coordinamento e gestione del club. Una “piramide” che si è sempre dimostrata vincente. E quando Romano Amadei non ha potuto trovare riscontri in questa sua filosofia gestione, vedi l’ultima esperienza a Modena, ha tolto il disturbo. Apriamo una parentesi per far capire bene la questione: a Modena il contrasto tra Amadei e Sghedoni è nato nel momento in cui erano state messe in discussione le scelte di Doriano Tosi e lo stesso Salerno che si era schierato dalla parte del diesse sorbolese. Questo per rimarcare che Romano Amadei vuole “governare” con la sua filosofia, che per altro si è sempre dimostrata vincente: a Brescello come a Modena, a Lentigione come a Reggio Emilia.

Detto questo Carmelo Salerno ha conquistato la fiducia di Romano Amadei sia nell’ambito della gestione della parte tecnica, visti i risultati sportivi, sia nel progetto di ripristino dei campi e della sede di via Agosti. Progetto portato avanti con tenacia assieme all’amministrazione comunale e in particolar modo con l’assessore Raffaella Curioni. Salerno ha avuto anche il ruolo di amministratore delegato e come tale la delega a rappresentare la Reggiana a livello di istituzioni sportive. E’ bene ricordare la battaglia vincente portata avanti nei confronti della scelta del presidente della Lega Pro Ghirelli quando era stato scelto un algoritmo per determinare la promozione del Carpi quale miglior seconda. Una scelta di campo passata attraverso l’incarico all’avvocato Chiacchio che si è dimostrata decisiva poi in sede di Consiglio Federale. Si potrebbe dire una assunzione alla carica di presidente conquistata sul campo anche se non va dimenticato che oggi Carmelo Salerno detiene il 30% delle azioni della Reggiana a fronte del 44% di Romano Amadei mentre ai soci, diciamo reggiani, rimane il 26% frazionato tra Cesare Roberto, Luca Quintavalli, Mauro Carretti, Giuseppe Fico, Gianni Perin e Iller Reggiani.

Luca Quintavalli, quindi, lascia la presidenza della Reggiana dopo due anni e quattro mesi ed è destinato a rimanere nella storia della Reggiana come il presidente che dalla serie D ha portato la Reggiana in serie B.

Luca Quintavalli aveva raccolto il testimone del club dalla serie D, dopo il fallimento dell’Ac Reggiana di Mike Piazza, riuscendo nel difficile, poi tramontato, progetto di far convivere un gruppo di imprenditori reggiani con Marco Arturo Romano. Imprenditore romano che era stato indicato dal sindaco Luca Vecchi. Una convivenza impossibile scaturita con un oneroso divorzio ma concluso con un secondo posto alle spalle della Pergolettese. E nonostante la sconfitta nella finale play off la Reggiana ha avuto la possibilità, con l’avvento di Romano Amadei di poter ottenere il ripescaggio versando 300mila euro a fondo perduto. L’arrivo di Romano Amadei alla Reggiana è stata figlia della casualità, vedi la rottura dei rapporto tra Tosi e il Modena e poi tra Amadei e Sghedoni ma anche la grande intuizione di Quintavalli e Carretti che hanno presentato un invito irrinunciabile al patron dell’Immergas.

L’inizio di una nuova epoca sportiva che già all’ora si era materializzata sotto il segno di Romano Amadei perché è bene ricordare che mentre in una stanza il dg Rocco Russo intratteneva una conversazione con il ds Massimo Varini e il tecnico Vito Grieco in un’altra stanza prendeva possesso della poltrona di ds Doriano Tosi che poi ha portato all’arrivo di Max Alvini. Ovviamente con l’approvazione del presidente Luca Quintavalli.

La stagione 2019/2020 è stata ricca di soddisfazioni ma anche di imprevisti culminata con la splendida cavalcata nei play off che hanno portato la Reggiana in serie B dopo 21 anni. Indimenticabili rimarranno le tre partite di play off con Potenza, Novara e la finale col Bari.

Luca Quintavalli ha scritto un importante pezzo di storia dell’Ac Reggiana adesso tocca a Carmelo Salerno accompagnare i granata verso un altro traguardo, altrettanto storico e sempre sotto il segno di Romano Amadei.

 

Wainer Magnani
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