NON SARA’ PIU’ COME PRIMA, MA ABBIAMO BISOGNO DEL CALCIO

NON SARA’ PIU’ COME PRIMA,  MA ABBIAMO BISOGNO DEL CALCIO

Parlare di Reggiana in questo momento è difficile e complicato. Anche impopolare. Sono diversi giorni che sono in silenzio perché oggi conta più preservare la nostra salute fisica e psicologica. Pensare a come far fronte alla futura crisi economica. Siamo in guerra, lo avrete capito. E’ una guerra diversa dai bombardamenti della seconda guerra mondiale

Parlare di Reggiana in questo momento è difficile e complicato. Anche impopolare. Sono diversi giorni che sono in silenzio perché oggi conta più preservare la nostra salute fisica e psicologica. Pensare a come far fronte alla futura crisi economica. Siamo in guerra, lo avrete capito. E’ una guerra diversa dai bombardamenti della seconda guerra mondiale ma siamo nelle stesse condizioni. Ma c’è un fattore comune tra queste due guerre: ieri come domani sarà il calcio a riportare alla normalità la nostra vita, a dare un senso di libertà ei di normalità a tutti noi. Il calcio è l’oppio dei popoli. Non l’ho detto io ma è cosi’. La passione per la propria squadra, il senso di appartenenza al territorio, l’identità di un comune, di una città, di una nazione saranno sentimenti fondamentali per uscire da questa sottile, strisciante guerra. Per questo non possiamo rinunciare al calcio.
Parliamo di Reggiana dunque? La mia previsione, acclarata anche da alcune dichiarazioni è che il campionato di calcio di serie C si giocherà nei mesi di giugno e luglio. Rimandati gli Europei, non c’è più la necessità di concludere tutti i campionati il 30 giugno ma si potrà sforare a luglio. Quindi prepariamoci a splendide partite in notturna, anche con turni infrasettimanali. E’ anche possibile, però, che all’inizio, nel mese di maggio, si giochi qualche partita a porte chiuse. Dipenderà dall’andamento della pandemia. Se la curva degli infettati sarà in forte discesa o meno.
La Reggiana ha deciso di riprendere gli allenamenti dopo il 3 aprile. Non so se sarà rispettata questa data ma certamente il mister Alvini avrà bisogno di almeno due o tre settimane di tempo per ritrovare il passo gara, come tutti i suoi colleghi del resto. Di sicuro inizierà un nuovo campionato anche se gli organici saranno gli stessi ma è evidente che si ripartirà da capo, con qualche certezza in più e molte incognite.
Mi sento, però, di affermare che nulla sarà più come prima da un punto di vista economico. Questa “guerra” porterà via risorse importanti (sponsor e pubblico in primis) alle società, soprattutto di serie C che non hanno i proventi dai diritti televisivi. Un impoverimento generale, anche con società che chiuderanno i battenti. Immagino che chi ieri era in difficoltà finanziaria, domani non potrà reggere il confronto. Ma anche i professionisti, intesi come giocatori, allenatori e tutto coloro che gravitano attorno al mondo calcio, si dovranno ridimensionare. Non ci sarà più spazio per ingaggi da centinaia di migliaia di euro. Non se lo potrà più permettere nessuno, almeno in serie C. Sono già divers le società di serie C che non hanno pagato gli stipendi ai tesserati. Il versamento dei contributi sono stati posticipati d’ufficio.
E’ per questo che auspico che la Lega Pro introduca in modo rigido il “salary cup” cioè un tetto stipendi oltre il quale non si può andare. E soprattutto con rigidi controlli per evitare i soliti “furbetti del quartierino” perché si sa che “fatta la legge trovato l’inganno” con i famosi “diritti sportivi” incentivi vari, premi ecc ecc. Se la Lega Pro vuole salvaguardare le società deve porre un “tetto” oltre il quale non si può andare perché altrimenti si arriva al fallimento di molti club e quindi si creano le condizioni perché non vi sia un campionato regolare.
Non parlo del calcio dilettantistico perché sono fermamente convinto che è destinato a sparire o quasi. Il 50% delle società il prossimo anno non farà più attività agonistica. Questo è certo. Cosi’ come è certo che spariranno i famosi “rimborsi spesa” perché le società non se li potranno più permettere. Già ora, se mai riprenderanno i campionati, non ci sarà più la possibilità di mantenere gli accordi. E’ cosi’ ma caso mai mi riservo la possibilità di approfondire questo argomento.

Wainer Magnani
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