Il presidente Salerno: “Dobbiamo salvarci per avviare un nuovo capitolo con Alvini”

Il presidente Salerno: “Dobbiamo salvarci per avviare un nuovo capitolo con Alvini”

Il presidente Carmelo Salerno è stato ospite a To B Reggiana condotto da Margherita Grassi e ha fatto un’ampia panoramica su passato, presente e futuro della Reggiana

I TIFOSI
“Dispiace non avere il pubblico allo stadio perché avremmo avuto qualche punto in più. I tifosi mancano molto ai giocatori per la capacità di trasmettere entusiasmo ed incitamento”.
LA QUOTA SALVEZZA
“Teniamo la quota che ha detto Doriano Tosi: dobbiamo arrivare a 46 punti. Stiamo facendo bene ma il 12 dicembre avevamo 5 punti di vantaggio, adesso solo un punto perché anche le altre vanno forte. Dal Pisa in giù siamo tutti vicini”.
GLI INFORTUNATI
“Per Ardemagni serviranno 15/20 giorni, mentre per Rossi un mese. Ma non abbiamo certezze. Sono giocatori importanti e non ci volevano questi infortuni”.
SQUADRA O SINGOLI
“Il nostro concetto di squadra è diverso rispetto alle altre compagini. La Reggiana privilegia il gioco di squadra e anche se i nuovi innesti ci hanno dato un grosso aiuto, all’inizio della stagione la squadra aveva dimostrato nel suo complesso di fare bene, poi gli infortuni e le assenze ci hanno penalizzato. La nostra forza è il gruppo. Certo Fausto Rossi è un giocatore diverso da tutti perché ha la capacità di essere allenatore in campo. Trasferisce sul campo quelle che sono le indicazioni di Alvini. Ma anche senza di loro abbiamo vinto delle partite importanti. Con l’arrivo degli innesti di gennaio abbiamo alzato anche la qualità degli allenamenti”.
QUALE MODULO PRIVILEGIARE
“Spesso non dipende dal modulo ma dalla interpretazione della partita. Io sono contento che siamo tornati a vincere. Devo dare merito al tecnico che ha dimostrato intelligenza e umiltà perché ha rivisto ciò che aveva ipotizzato all’inizio del campionato, pensando che con un nuovo assetto avrebbe potuto ottenere dai giocatori un maggiore rendimento. Ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, di essere un ottimo allenatore”.
FIDUCIA IN ALVINI
“Abbiamo dato la possibilità ad Alvini di cambiare modulo. Dopo sette sconfitte nessuna società avrebbe confermato l’allenatore. Noi l’abbiamo fatto perché crediamo sia un bravo allenatore e preparato ma soprattutto quello giusto per noi. La società ha avuto fiducia in lui, gli ha dato la possibilità di ridisegnare la squadra e lui è stato bravo a invertire la rotta. Alvini non è mai stato in discussione e caso mai spetta al direttore sportivo fare certe riflessioni. Ma Alvini è l’allenatore giusto per noi, io lo vedo anche in allenamento, sa insegnare calcio, è un tecnico molto preparato. E cambiando modulo si è rimesso in gioco dimostrato ancora di più di essere un grande studioso di calcio. Noi gli abbiamo sempre fatto sentire la nostra fiducia e il campo ha dimostrato che avevamo ragione. Il cambio di modulo gli ha fatto conseguire ancora più importanza perché in un momento di grande difficoltà ha saputo, ridisegnare la squadra e ritrovare risultati, gioco ed entusiasmo. Questo avvalora ancora di più il suo lavoro e la nostra stima. Noi siamo molto contento e lui deve essere contento della società”.
LA CRISI DI RISULTATI
“Eravamo sicuri che con il recupero di tutti i giocatori saremmo usciti dalla crisi di risultati. Nel periodo critico, oltre agli infortunati avevamo smarrito anche un pò di fiducia. Uno dei momenti più felici è stato a Verona contro il Chievo. Sono andato negli spogliatoi e ho detto ai ragazzi che ero orgoglioso di loro. Forse mi hanno preso per pazzo. Alvini era distrutto dopo quella sconfitta ma gli ho detto che era stata una delle più belle partite della Reggiana. Del resto ci siamo ripetuti con il Cittadella.
LA SALERNITANA E LA VENDETTA
“E’ stata una brutta pagina di sport. Io ho fatto un duro intervento in assemblea tanto che il presidente del Siena ha chiesto la registrazione perché voleva sporgere querela, che al momento non è arrivata. Tosi in un secondo momento ha chiesto scusa, io no perché quello che pensavo l’ho detto davanti a venti persone. Abbiamo avuto la solidarietà di tutti i dirigenti e Galliani l’ha esternata pubblicamente. Detto questo dirò ai giocatori che non dobbiamo consumare energie pensando alla vendetta. Dobbiamo giocare come se fosse il Cittadella. Giocare per vincere perchè ci interessano i tre punti, non per vendicare la partita non giocata all’andata. La Salernitana ha già fatto una figuraccia che basta. Alla squadra chiederò di giocare per i tre punti, la vendetta non ci interessa”.
I CONTI IN TASCA
“La società sta bene perché i soci continuano a ripianare le perdite e abbiamo dimostrato con il mercato di gennaio di essere pronti a fare dei sacrifici. Avevamo ipotizzato una media di 8/10 mila spettatori a partita perché dopo 21 anni tornare in serie B ci avrebbe consentito di avere un grande pubblico. E’ stato un danno sportivo ma soprattutto economico. Per noi come per tutte le squadra professionistiche”.
IL RINNOVO DEL CONTRATTO AD ALVINI
“Alvini sa che può rimanere con noi quando vuole. Lui è innamorato di Reggio per cui sono certo che Alvini sarà l’allenatore della Reggiana anche il prossimo anno.
Noi dobbiamo salvarci a tutti i costi per iniziare il prossimo anno un nuovo percorso di cui farà certamente parte Alvini perché lo riteniamo un allenatore importante per noi. A Reggio ha trovato il suo habitat ideale”.
IL RNNOVO A VENTURI
“Gli avrei voluto rinnovare il contratto dopo la partita con l’Ascoli. E’ stato sfortunato all’inizio della stagione ma sta facendo un campionato importante. Vedremo a fine campionato”.
LE ALTRE CONFERME
“Del Pinto è un giocatore poco appariscente ma è da serie A e rimarrà con noi perché ha un altro anno di contratto. Gli altri se vorranno rimanere con noi li terremo volentieri anche se abbiamo dei parametri da rispettare”.
I SOCI GRANATA
“Noi stiamo bene insieme. Il primo mese da presidente è stato drammatico oltre che di grande impegno. Oltre al ruolo di presidente sono anche amministratore delegato della Reggiana e ho passato tanto tempo con Imbergamo per esaminare il bilancio. Il mio passaggio alla presidenza era stato annunciato e condiviso da tutti i soci”.
RIAPERTURA STADI
“Dipenderà dalla pandemia ma sono stati commessi errori gravi. Al calcio non è stato riconosciuto la giusta importanza. Vedere diecimila tifosi sotto lo stadio di San Siro e poi nessuno all’interno è un errore. In estate sono stati commessi gravi errori. Adesso dobbiamo aspettare l’evoluzione della pandemia ma spero sempre di poter avere i tifosi allo stadio almeno nelle ultime tre o quattro partite. Gravina non si è sbilanciato ma qualcosa ha detto. Non si può pensare a un giugno col 30% di tifosi allo stadio e in aprile niente. Occorre fare un percorso graduale. E’ stata una vicenda gestita male perché credo che 2000 persone in un stadio da 20mila posti siano gestibili in assoluta sicurezza. Non si può in uno spazio aperto non far entrare nessuno”.

Marco Bertolini
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