La Reggiana a Pescara senza l’assillo di vincere ma è una ghiotta occasione

La Reggiana a Pescara senza l’assillo di vincere ma è una ghiotta occasione

I granata non sono ancora “padroni del proprio destino” ma in queste tre giornate può ancora succedere di tutto. Rozzio e compagni devono avere due certezze: l’organizzazione difensiva e la capacità di essere cinici nelle occasioni da gol che riusciranno a creare

A Pescara non è l’ultima spiaggia per la Reggiana. Non è la partita da “dentro o fuori”. E’ vero che i granata non sono ancora padroni del proprio destino dato che devono superare in classifica il Cosenza e accorciare il distacco di punti (non devono essere più di 4) da Ascoli e Pordenone ma si possono ancora permettere il lusso di avere due risultati su tre a disposizione.


Certo, è una ghiotta opportunità perché la Reggiana affronta un Pescara che si sente ormai retrocesso, bersagliato da feroci critiche, sull’orlo di una crisi di nervi ma anche per questo motivo ferito, pericoloso e non propenso a essere vittima sacrificale.
La Reggiana deve scendere in campo con la convinzione di puntare al successo ma prepariamoci a non recitare il “de prof un discorso” in caso di pareggio perché il campionato offrirà ancora un’occasione ai granata per agguantare i play out.
Si possono fare tanti calcoli ma è pur vero che in palio ci sono 9 punti e alla Reggiana potrebbe bastare raggiungere quota 41 punti per andare ai play out. Il Pordenone per agguantare la salvezza deve arrivare a quota 46 punti, il che significa fare 5 punti da conquistare contro Salernitana (in casa), Venezia (trasferta) e Cosenza (in casa). Lo stesso vale per l’Ascoli che deve superare la quota di 46 punti conquistando 6 punti nelle prossime tre partite contro Reggina (trasferta), Cittadella (in casa) e Chievo (in trasferta). Un compito più agevole rispetto al Pordenone ma pur sempre insidioso.
La Reggiana ha l’obbligo, come minimo, di affiancare il Cosenza in classifica dato che è in vantaggio nei confronti diretti ma occorre anche che resti “in vita” per essere in partita all’ultima di campionato.
Detto questo è comprensibile che i tifosi granata invochino la vittoria a tutti i costi contro il Pescara ma in realtà non è cosi’ e sarebbe un errore strategico se la Reggiana giocasse allo sbaraglio o con la mentalità del “la va o la spacca”. Non è cosi’ perché anche in caso di non vittoria, sarà poi la sfida con la Spal la partita determinante. Ecco, vincere a Pescara significa mettersi nelle condizioni di avere due risultati su tre contro la Spal oppure mettere i brividi ad Ascoli e Pordenone se oggi escono sconfitti.
C’è anche da dire che questo finale di stagione è talmente anomalo che tutto può succedere e non si possono fare previsioni. Chi vieta di pensare a una Reggiana a 43 punti con Pordenone fermo a 42 o lo stesso Ascoli a 41 punti? Fantascienza? Vediamo.
“Vincere aiuta a vincere” è un ritornello che ha una sua validità e la Reggiana si deve allenare a vincere perché bene o male deve vincere due delle prossime tre partite ma non solo: se saranno play out dovrà vincere almeno una partita e non perdere l’altra. Per questo motivo i granata devono abituarsi a due fattori: mantenere una buona organizzazione difensiva perché è fondamentale per poi sfruttare al massimo le poche occasioni che le capitano.

Sono questi due elementi che determinano i successi, senza chiamare in causo gli episodi arbitrali. Per questo motivo ha un senso anche proseguire sull’assetto tattico che la Reggiana ha mostrato contro il Pordenone. La convinzione è che sia l’unico modulo in grado di garantire una discreta compattezza in fase difensiva ma anche capacità di portare la palla in area avversaria. Potranno ruotare alcuni uomini perché bene o male la rosa dei giocatori “affidabili” è ancora ampia.
Ma tornando al concetto iniziale: la Reggiana all’Adriatico deve giocare una partita intelligente sapendo di poter contare su due risultati su tre. Non può permettersi il lusso di perdere. Deve difendere bene, aspettare e poi colpire con gli uomini che hanno nelle gambe la possibilità di fare gol. Non sono tanti, purtroppo, però Rozzio e Ajeti sui calci piazzati sono pericolosi, la capacità di sfruttare gli spazi da parte di Kargbo, le conclusioni dalla distanza di Radrezza, Laribi e Siligardi sono un’arma importante. Poi c’è Varone che può sempre tirare fuori un “coniglio dal suo cilindro”. Si può essere fiduciosi ma è fondamentale non concedere agli avversari la possibilità di trovare con la facilità la conclusione a rete.
La Reggiana sarà diretta da Ros di Pordenone. Una designazione che ha fatto discutere ma che sarà un vantaggio per i granata perché il fischietto veneto sarà il primo a sapere di essere nel mirino e dunque farà di tutto per non commettere errori contro i granata.
Chiariamo anche un altro aspetto: il silenzio stampa che sta operando la Reggiana è – diciamo – ben augurante. Una cabala, una scaramanzia. Cosi’ come ha fatto Alvini che è schizzato subito negli spogliatoi. Ci sta. Ma è il silenzio attorno alla Reggiana che non va bene. Non si prepara un finale di stagione nel silenzio dei media e dei social dato che i tifosi non possono andare all stadio. Per questo l’auspicio è di continuare il silenzio stampa da parte della squadra ma aumentare l’incitamento e la partecipazione di tutto l’ambiente granata pre rendere realtà un sogno.
E non dimentichiamoci mai un concetto: non è finita finché non è finita.

Wainer Magnani
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