Salerno: “La Reggiana si deve meritare gli applausi”

Salerno: “La Reggiana si deve meritare gli applausi”

“Dobbiamo essere noi a entusiasmare la gente con il gioco e con le vittoria. A volte le critiche, quando sono a fatte a fin di bene, ci possono aiutare a migliorare anche se mi auguro che non ci siano perché significa che siamo sulla strada giusta, però, ripeto: spetta a noi trascinare i tifosi e l’ambiente”

Non ci si inventa nel ruolo di presidente di una società di calcio come la Reggiana. E’ vero, basta far parte della maggioranza della società per avere diritto a questa poltrona ma poi in realtà c’è un percorso di crescita individuale e di ruolo, di conoscenze personali e del mondo del calcio, di capacità di relazionarsi che ti porta ad acquisire sul campo questo titolo. Un cammino che Carmelo Salerno ha intrapreso da tre anni e anche per lui questa è la stagione della verità. Ora ha una piena conoscenza del pianeta Reggiana e della realtà di Reggio Emilia. Sa cosa l’aspetta, avrà testa e cuore per poter giudicare e fare le dovute scelte. In passato, probabilmente, si è troppo affidato a uomini di sua fiducia e ha accettato le loro scelte, anziché condividerle. Quest’anno probabilmente non sarà cosi’.

Il patron Romano Amadei e il presidente Carmelo Salerno

“Dobbiamo meritarci gli applausi sul campo, con i fatti, non a parole”. E’ questo il suo concetto che vuole portare avanti nel corso di questa stagione. “Lo scorso anno i tifosi e l’ambiente in generale e mi riferisco anche alla stampa, sono stati tutti vicini alla squadra e ci hanno aiutato ma quest’anno vorrei che fosse la Reggiana a trascinare i tifosi e tutto l’ambiente”. Il presidente non sposa più solo il concetto “stiamo uniti e remiamo tutti dalla stessa parte” ma accetta anche la critica quando è costruttiva. “Dobbiamo essere noi a entusiasmare la gente con il gioco e con le vittoria. A volte le critiche, quando sono a fatte a fin di bene, ci possono aiutare a migliorare anche se mi auguro che non ci siano perché significa che siamo sulla strada giusta, però, ripeto: spetta a noi trascinare i tifosi e l’ambiente. Lo scorso anno tutti i tifosi sono stati straordinari nel sostenere la Reggiana e per questo li devo ringraziare ma quest’anno deve essere la Reggiana a convincere della bontà del nostro progetto”.

Salerno assieme all’ultimo arrivato Cristian Cauz

Il presidente era assente al raduno della Reggiana ha ma avuto modo d’incontrare i giocatori in ritiro a Carpineti.

“Ho trovato dei giocatori molto carichi, consapevoli che è un campionato importante e difficile. Vedo il mister motivato, conscio dell’impegno che lo attende. Ci rende felici questa sua concretezza nel pensare ai risultati. E’ un allenatore che ha una personalità di spicco e sono convinto che era quello che ci voleva in questo momento alla guida della Reggiana. Inutile negare che sono rimaste delle scorie dallo scorso anno ma ora iniziamo una pagina nuova e come ha detto giustamente il mister, dobbiamo lasciarci tutto alle spalle e pensare al futuro”.

Nonostante la presenta di un competitor come il Modena, la Reggiana non si è nascosta e parlato apertamente di voler vincere. “Ho imparato a mie spese che nel calcio conta solo vincere. Ed è ciò che cercheremo di fare: vincere se possibile tutte le partite. Poi alla fine vedremo se saremo primi, secondi o terzi ma dobbiamo scendere in campo ogni domenica per i tre punti. Ho chiesto questo ai giocatori: avere la voglia di vincere ogni sfida”.

Il presidente della Lega di serie B Balata e il presidente Salerno

La Reggiana ha bisogno di entusiasmare i tifosi e la stessa società. “Ne abbiamo bisogno noi ma anche la città, l’ambiente e i nostri tifosi che hanno sofferto dopo un anno di amarezze. Lo dobbiamo ai nostri sportivi che sono stati costretti a rimanere lontani dallo stadio. A loro dobbiamo regalare qualcosa d’importante. Se ci riusciremo o no, non posso garantirlo ma noi ci dobbiamo provare con tutte le nostre forze”. E’ una Reggiana che vuole giocare per tornare subito in serie B. “E’ inutile nasconderci: noi giochiamo per vincere il campionato. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo perché questo è lo stimolo che ci deve animare”.

Il mister Diana ha rimarcato più volte lo spirito granata e il presidente sposa questa filosofia. “Mi piacerebbe vedere in campo lo spirito di appartenenza che serve nei momenti difficili della partita. Quando non basta più la tecnica o la tattica ma bisogna mettere in campo il cuore, l’attaccamento alla maglia. Questo vorrei vedere, anche a livello individuale”.

Un pensiero va naturalmente ai tifosi che da tempo non vivono le partite allo stadio. “La presenza allo stadio è fondamentale perché il calcio che abbiamo vissuto lo scorso anno non ha senso. Mi ero stancato anche di vedere le partite in televisione dove si sentivano le urla del tecnico e dei giocatori. Il calcio che ci ha proposto l’Europeo è lo spot per il calcio: passione, partecipazione, emozione. Noi rivogliamo questo calcio. Sono sicuro che i tifosi reggiani daranno una spinta in più alla squadra e sarà fondamentale in certe partite per vincere”.

L’ultima considerazione è sul mercato e sui giocatori che hanno la valigia in mano. “Per noi sono tutti giocatori fondamentali e importanti per il nostro progetto. Chi ha le giuste ambizioni per andare a giocare in serie B è giusto che lo chieda ma anche la Reggiana deve corrispondere un adeguato riconoscimento. Nessun atleta può essere ceduto gratis perché noi li riteniamo importanti e come tali hanno per noi un valore ma soprattutto se dobbiamo sostituirli saremo costretti a fare ulteriori investimenti economico. E’ logico che se una società ritiene importati i nostri giocatori ce li paghi”.

“La punta? Prima di tutto deve essere un attaccante congeniale al gioco che vuole fare il mister. Non ne facciamo un problema economico ma deve servire alla nostra causa, deve sapersi integrare con tutti gli attaccanti che abbiamo a disposizione. Anche la scelta di fare il raduno al Cere è la volontà di dimostrare ai vecchi e ai nuovi arrivati che abbiamo un progetto ambizioso. Vorremmo che tutti i ragazzi riconoscessero questo impegno da parte di una società che ha fatto e sta facendo enormi sforzi per metterli nelle migliori condizioni di potersi esprimere in campo”. Sul capitolo spinoso della riammissione del Cosenza in serie B il presidente aveva parlato di una sua seconda retrocessione.“Ero molto amareggiato perché è successo ciò che non doveva succedere. Un atteggiamento che non accetterò mai ma ci dobbiamo lasciare tutto alle spalle”.

Wainer Magnani
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