Disatteso un Protocollo che poteva garantire equità di trattamento

Disatteso un Protocollo che poteva garantire equità di trattamento

Ha prevalso la filosofia tutta italiana dei “furbetti del quartierino” e si è fatto di tutto per rendere quell’accordo tra le società carta straccia. E adesso siamo nel caos oltre a una palese ingiustizia subita dalla Reggiana

Siamo proprio l’Italia dei “furbetti del quartierino” e il calcio non si sottrae a questa logica da bottega.

All’inizio della stagione le 20 società di serie B avevano stilato un Protocollo che poteva essere la guida perfetta in questa Pandemia, pur con alcuni difetti come ad esempio non tener conto delle tante partite infrasettimanali. Ma a parte questo aveva regole ben precise e bastava fossero rispettare per non ritrovarsi in queste condizioni di caos e di palese ingiustizia.
La prima regola del Protocollo era chiara: se ci sono più di 13 giocatori negativi di cui un portiere devi giocare la partita. Punto. Se non sei nelle condizioni di avere tredici giocatori di cui un portiere negativo al Civid, dopo il bonus c’è la sconfitta a tavolino per 3 a 0 senza penalizzazione di un punto. Non ci sono deroghe o prese di posizioni dell’Ausl.

La seconda regola è che per avere diritto al bonus dovevi avere almeno otto giocatori positivi al Covid. E in questo caso scattavano le misure di prevenzione con messa in quarantena dei positivi e osservanze, con tempo 48 ore prima del match dei negativi.
Regole chiare che avrebbero indotto le società colpite da Covid a tutelarsi ma anche a fare di tutto per giocare le partite senza dover mettere a rischio la regolarità del campionato.

Un club di serie B ha come minimo un organico di 25 giocatori per cui è difficile immaginare che non possa disporre di 13 giocatori di cui un portiere negativi al Covid. Solo la Reggiana ha avuto 22 atleti positivi su 26 atleti. A parole tutte le società erano concordi nella rigida applicazione di questo Protocollo salvo poi all’atto pratico cercare la scappatoia dell’Ausl per poter ottenere il rinvio della seconda o della terza partita perché in effetti con le tante gare infrasettimanali una quarantena di 10 giorni non era sufficiente per uscire dal focolaio utilizzando un solo bonus. Questo è stato l’unico errore di valutazione al momento della stesura del Protocollo.
Come sempre vige il motto “fatta la legge trovato l’inganno” e cosi’ oggi siamo al cospetto di un campionato di serie B che è stato falsato dalla sentenza di Salernitana-Reggiana, unico caso di sconfitta a tavolino e ora siamo anche costretti a rimodulare il calendario con la Reggiana che giocherà le ultime tre partite in sei giorni (4, 7 e 10 maggio) dopo aver riposato per due settimane (dal 20 aprile al 4 maggio). Peggio ancora il Pescara che giocherà 5 partite in 13 giorni: dal 27 aprile al 10 maggio.
Forse ha ragione Massimo Sesena quando scrive: “chiudiamo bottega”.

Wainer Magnani
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