Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda la punta del dito

Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda la punta del dito

“La squadra non mi deve dimostrare niente” è una frase che lascia capire tutta l’amarezza di Aimo Diana

La Reggiana ha vinto meritatamente contro la Vis Pesaro. Penso che nessuno possa mettere in discusante questo aspetto. In questa vittoria ci sono diversi aspetti che meritano di essere sottolineati ma parto da ciò che più mi ha dato fastidio: dopo la sconfitta a Lucca arrivata dopo 31 partite di cui 20 vinte, 9 pareggi e due sconfitte, è stato messo in discussione l’allenatore, le sue scelte, la squadra, il valore morale e tecnico di questa Reggiana.

Capisco che i reggiani sono maestri nell’essere autolesionisti ma questo è troppo. L’ho detto prima della vittoria sulla Vis Pesaro e lo ripeto ora dopo aver “visto” il linguaggio del corpo di Aimo Diana e anche le frasi dette a denti stretti come ad esempio “la squadra non mi deve dimostrare niente” esprimono un forte disagio. Quell’affermazione era rivolta non a se stesso ma a chi in questa settimana ha giocato al massacro e ha messo nel tritacarne tutti e tutto.

Non vorrei ma temo che nella sua testa Diana abbia deciso che la sua esperienza alla Reggiana sia finita anche se arriva la conquista della serie B.


La critica è un esercizio democratico ma quando si perde di vista la realtà nel suo complesso, allora diventa accanimento. E sono certo che molti ora sono sulla riva del fiume aspettando l’occasione per dire “ve l’avevo detto”. Ma state certi che se questo è l’atteggiamento la Reggiana è destinata a rimanere una piazza di piccolo spessore sportivo che ha perso la sua dimensione. Mi fermo qui perché sono anche certo che la maggior parte dei “tifosi” sono quelli che apprezzano e seguono con passione la Reggiana anche se sono “silenziosi”.


Gli altri aspetti che volevo sottolineare è che la vittoria è arrivata nella ripresa dopo che la Reggiana ha dovuto fare i conti con primo tempo in cui la Vis ha reso la vita difficile ai granata che dopo il gol di Lanini non hanno saputo trovare il raddoppio ma ciò che più mi ha esaltato è aver visto la reazione nel secondo tempo. Una ripresa da grande squadra che ha capito che doveva fare qualcosa di più per vincere e l’ha fatto. Chiudo con il gesto tecnico di Cigarini che per lui sarà normalità, del resto l’ha fatto anche in altre, basta ricordare l’assist a Rossi per il gol di Zamparo ma quello contro la Vis è di una intelligenza tattica (visione di gioco) che a Reggio o abbiamo quasi mai visto o per lo meno sono decenni che non ci capitava di applaudire un giocatore cosi’. E io devo cospargermi il capo di cenere. Il suo procuratore Giovanni Bia sa il perché.

Wainer Magnani
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