Reggiana, la sconfitta nel Derby è la fotografia di questa maledetta stagione

Reggiana, la sconfitta nel Derby è la fotografia di questa maledetta stagione

Ma c’è un vecchio saggio che recita: chi è causa dei suoi mali pianga se stesso

L’amara sconfitta nel derby col Modena è la perfetta fotografia di questa maledetta stagione della Reggiana che avrà nella retrocessione in serie C una logica conseguenza. Non è ancora matematica per una fantasiosa combinazione di risultati. La Reggiana deve sperare in una classifica avulsa con Bari e Spezia, tenendo dietro lo Spezia e confidando che non maturino i 5 punti di distacco dalla quintultima. Vivere di speranze va bene ma forse questo è troppo. In ogni caso la retrocessione della Reggiana sarà certificata solo venerdì sera.

E’ stato un Derby ricco di errori e di rimpianti, di occasioni perdute e di illusioni. E’ stata anche la conferma che questa Reggiana sotto il profilo tecnico non è da ultimo posto ma le prestazioni dei giocatori e le scelte dei dirigenti la condanneranno alla serie C.

In questo Derby del 1 maggio, che assumerà un altro significato nella memoria storica dei tifosi granata, c’è stato di tutto: dall’errore arbitrale di Abisso che ha scambiato una pallonata in faccia a Lusuardi con un rigore per un tocco di mano, alle discutibili scelte del tecnico Bisoli (rinunciare a Reinhart è un lusso che non si poteva permettere) per finire alla lunga serie di errori a livello difensivo e poi sotto porta. Grida vendetta soprattutto il secondo gol del Modena con Ambrosino che dopo lo strafalcione di Girma si è fatto tutto il campo indisturbato per andare a segnare il gol del raddoppio che ha chiuso la partita. Non è un caso se la difesa granata ha incassato 56 gol, peggio hanno fatto solo Spezia e Bari. La superiorità numerica per trenta minuti dopo l’espulsione dello stesso Ambrosino, ha rimarcato ancora una volta quella che è da considerare un difetto cronico dei granata: l’incapacità di andare in gol. Al Braglia gridano vendetta gli errori, anzi gli orrori, di Novakovich e compagni. Anche in questo caso i numeri sono impietosi perché con 34 reti complessive la Reggiana ha il peggior attacco del campionato.

Un Derby che ha sancito il fallimento di un progetto ma soprattutto ha certificato che non c’è un solo colpevole ma tutti sono chiamati a sedersi sul banco degli imputati: dai giocatori ai dirigenti. Lo stesso Romano Amadei, presente a bordo campo per seguire la fase di riscaldamento, dovrà assumersi la responsabilità per gli uomini che ha scelto alla guida della Reggiana.

Ci si aspettava una Reggiana con un atteggiamento più battagliero ma è anche vero che il Modena ha messo in campo tutta la sua “rabbia agonistica” per ritrovare un successo che al Braglia mancava da un mese e mezzo (13 marzo contro lo Spezia) ma soprattutto per mettere il sigillo al sesto posto vendicando la sconfitta dell’andata e dello scorso anno. La Reggiana ha giocato il derby mettendo in mostra pregi e difetti, schierando una squadra ultra offensiva ma poco equilibrata. Va detto che non ha subito molto e i gol di Zampano e Ambrosino sono figli delle disattenzioni difensive dei granata. Occorre riconoscere ai granata di non aver sbragato e cercato con il gol di Vicari di riaprire la partita. Allo stesso tempo è anche vero che al Braglia come in tutto il campionato, i granata hanno sempre pagato a caro prezzo gli episodi: 11′ palo clamoroso di Portanova, 13′ gol di Zampano. Della serie: gol sbagliato, gol subito. Se riavvolgiamo il nastro del campionato troveremo spesso questa situazione.

L’ultima mezzora, con i granata in superiorità numerica, è il film delle occasioni mancate, dei tanti punti gettati al vento per torti arbitrali ma soprattutto per difetti di fabbrica. Di ciò che poteva essere e non è stato. Così è stato al Braglia perché il pareggio avrebbe potuto scrivere un finale diverso nella mente dei tifosi e nella classifica. Ma c’è un vecchio saggio che recita: chi è causa dei suoi mali pianga se stesso.

Wainer Magnani
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