Si può sognare, ma guai a perdere di vista il rigido rispetto del budget, altrimenti…

Si può sognare, ma guai a perdere di vista il rigido rispetto del budget, altrimenti…

Ancora una volta “io sto con Alvini” perché è sincero, genuino e ha detto cose sagge, che devono far riflettere. Parto da una frase ad effetto ma che ha una profonda verità: “vogliamo tornare in serie D?”.

Alvini in questa esternazione ha espresso un concetto che i tifosi e gli amministratori della Reggiana dovrebbero sempre tenere a mente, anche in virtù delle esperienze passate e mi riferisco al rigido rispetto del budget. Si può e si deve essere tifosi e “volare alto” ma chi amministra una società di calcio deve tenere conto delle risorse disponibili proprio per evitare ciò che è successo in passato con Iniziativa Tricolore e poi con Mike Piazza. Alzare l’asticella dei costi, avere una gestione troppo onerosa porta alla conseguenza che ha esternato, in modo sintetico Max Alvini: al fallimento. La serie B è un campionato oneroso e difficile sia sul piano tecnico sia su quello economico. La Reggiana deve avere come modello il Cittadella piuttosto che la Cremonese, men che meno la Spal che ha un paracadute da 25 milioni di euro.
E’ difficile avere memoria storica, lo capisco ma occorre anche tenere conto del momento di crisi economica in cui siamo per cui anche il “territorio” non potrà mai offrire una buona copertura economica, anche se la Reggiana ha certamente una buona “fetta” di sponsor ma la “torta” è sempre delle stesse dimensioni, anzi quest’anno rischia di restringersi. Forse non sarà cosi’ in virtù della normativa sulla defiscalizzazione ma non a caso scade a fine anno.
Alvini ha dunque sottolineato un aspetto che forse è stato sottovalutato ma che anche in sede di campagna acquisti occorre tenere presente: indebitare la società, creare un disavanzo di gestione insostenibile porta al fallimento, quindi alla serie D o all’Eccellenza. E’ un monito sacrosanto.
E veniamo all’aspetto tecnico che preme ai tifosi. E’ vero, la Reggiana ha puntato sul gruppo che ha vinto i play off di serie C e ha inserito giocatori che devono dimostrare di essere di categoria superiore ma questa motivazione è la molla che può fare la differenza. Inoltre sono stati inseriti giovani di belle speranze che possono e dovranno dimostrare di essere all’altezza della serie B. Ma del resto l’osannato (oggi) Kargbo era stato contestato o giudicato in avvio di campionato troppo giovane dai tanti critici e dagli stessi tifosi granata che storcevano il naso, salvo poi ricredersi col tempo, soprattutto nei play off. Forse questo particolare è stato dimenticato perché essere tifosi significa avere anche questo diritto: vivere di presente. Voglio dire che se Kargbo è diventato cosi’ forte e ha molte credenziali agli occhi dei tifosi è merito di una crescita voluta e creata da Alvini. Ma lo stesso potrà avvenire con Voltan, Zamparo, Cambiaghi o altri ragazzi che si affacciano alla serie B.
Un altro aspetto che vorrei sottolineare: troppe volte in sede di mercato ci si lascia attrarre dal nome, dal passato di un giocatore, dalla capacità di comunicazione di un procuratore ma nella sostanza ciò che conta in un giocatore sono le motivazioni, la capacità di crescita tecnica e soprattutto l’inserimento in un collettivo di squadra che sia valido. Questo è ciò che conta e ci sono squadre, come appunto il Cittadella o lo stesso Pordenone, che l’hanno dimostrato e messo in pratica.
Altro argomento che mi preme sottolineare: il calcio d’agosto (ora si può dire di settembre dato che è stato tutto spostato in avanti) non conta niente. Non lo dico io ma l’ha sempre rimarcato un allenatore amato come Pippo Marchioro. I tifosi che vogliono trarre subito delle conclusioni farebbero bene a non vedere queste partite che non servono a niente da un punto di vista tecnico o tattico ma sono solo di preparazione atletica al campionato.
Alvini parla di salvezza e ha ragione anche se il campionato di serie B è strano e chi l’ha seguito lo sa bene perché bastano tre vittorie per ritrovarsi in zona play off o tre sconfitte per essere in piena bagarre salvezza. Ciò che conta è riuscire a mantenere un equilibrio mentale per poter essere forti nei momenti difficili e non esaltarsi nei momenti di gloria. Lo so che chiedere questo a una piazza che non vede la serie da 21 anni è difficile ma il segreto è questo. Ed è in questo che i tifosi reggiani dovrebbero esercitarsi: essere equilibrati.
Wainer Magnani
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