E’ rimasto alla Reggiana per solo sei mesi in virtù di una clausola che non è stata resa nota. Non è stato inserito un adeguato sostituto dato che Vicari e Lusuardi sono arrivati da ricondizionare
Nell’analizzare il mercato estivo della Reggiana occorre partire da un’operazione che doveva essere fondamentale e che si è rivelata un boomerang per la Reggiana: l’arrivo di Giangiacomo Magnani.
Un’operazione di mercato voluto dal giocatore reggiano che per motivi familiare ha scelto la Reggiana rinunciando al 90% del suo ingaggio (a Reggio aveva un ingaggio di 100mila euro ma è rimasto per cinque mesi) che il Palermo ha spalmato negli altri anni di contratto dato che è vincolato fino al 2028. Il problema è che Magnani è arrivato in granata non in condizione e non a caso il suo debutto è arrivato al Manuzzi nel secondo tempo contro il Cesena. Eravamo al 4 ottobre. Altri tre spezzoni contro Bari e Monza e poi sette partite da titolare (Modena, Avellino, Entella, Carrarese, Frosinone, Mantova, Padova) per infortunio salta Pescara, torna titolare a Genoa contro la Sampdoria dove si infortuna e salta Venezia. Siamo al 10 gennaio. E’ il momento fatidico in cui viene a galla ciò che era stato tenuto nascosto: nell’accordo della Reggiana con il Palermo per il prestito era presente la clausola (depositata in Lega) che al 15 gennaio Magnani sarebbe potuto tornare in Sicilia. Ciò che è successo. Le pressioni del Palermo e di Inzaghi hanno reso valida la clausola inserita nel contratto.
A tale proposito dobbiamo delle scuse ai tifosi del Palermo e ai vari siti che più volte hanno scritto che Giangiacomo Magnani sarebbe tornato al Palermo in virtù di una clausola inserita nell’accordo stilato tra le due società per il prestito del difensore. Una clausola che i dirigenti granata hanno sempre omesso trincerandosi dietro la volontà del giocatore di rimanere o meno alla Reggiana in base alla risoluzione del suo problema familiare che lo aveva portato a Reggio Emilia. Una tesi “decide Magnani” che abbiamo sposato e portato avanti con vigore andando contro anche a chi ci diceva il contrario. Una volta scoperta la verità ci siamo sentiti traditi e oggi siamo in dovere di chiedere scusa perché eravamo nel torto, come poi i fatti hanno dimostrato. L’unica nostra scusante è la buona fede.
L’arrivo di Magnani aveva consentito al ds granata di cedere Meroni al Bari, che aveva un oneroso contratto, in cambio di Tripaldelli e con i soldi risparmiati poter ingaggiare in prestito Charlys e Lambourde dal Verona e Saro dalla Cremonese.
Il problema è che a metà gennaio Magnani torna al Palermo ed è Paolo Rozzio a prenderne il posto. Gioca titolare con Venezia, Cesena, Frosinone, Juve Stabia, Catanzaro, Mantova, Empoli, Avellino, salta Spezia e poi col Sudtirol (3 marzo) subisce il grave infortunio al tendine d’Achille.
Nel frattempo la Reggiana aveva ingaggiato come difensori centrali Vicari dal Bari e Lusuardi dal Pisa. Giocatori che si sono dimostrati di categoria ma sono arrivati in granata da ricondizionare e i tempi non sono coincisi. Vicari gioca i primi 12 minuti con l’Entella (22 marzo) e titolare a Pescara (6 aprile) oltre un mese dopo l’infortunio di Rozzio. E’ sempre titolare fino all’ultima partita contro la Sampdoria dove esce dopo nove minuti per il solito problema muscolare.
Mateus Lusuardi gioca il suo primo spezzone di gara il 28 febbraio contro lo Spezia, in panchina contro il Sudtirol, quindi titolare con Venezia. E’ molto indietro nella preparazione anche per il suo fisico possente. Dopo Venezia gioca sempre titolare con Bari (primo gol) Monza, Entella, Pescara (con Bisoli gioca in coppia con Vicari) Carrarese, Padova, Palermo, Modena e Sampdoria dimostrando che con una buona condizione fisica è all’altezza della categoria.
Vicari è in prestito dal Bari e Lusuardi è i prestito dal Pisa.
Inutile rimarcare l’importanza di avere un Magnani al centro della difesa nella gestione Dionigi. Se ci fosse stata più chiarezza Dionigi avrebbe potuto gestire meglio Rozzio che in ogni caso ha giocato bene quando è stato in condizione ma il suo tallone d’Achille l’ha tradito. E’ anche vero – va detto – che all’inizio con il trio Libutti-Papetti-Bonetti la Reggiana ha avuto un buon rendimento. Allo stesso modo se Vicari e Lusuardi fossero stati già abili per metà gennaio non ci sarebbero stati i “vuoti” difensivi. Senza dimenticare che un’organizzazione difensiva non la si può inventare ma gli interpreti devono essere possibilmente sempre gli stessi. Ciò che non è accaduto alla Reggiana e i 56 gol subiti (quarta peggior difesa del campionato dopo Pescara, Bari e Spezia) ne sono una testimonianza.

















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