L’analisi: si è puntato sul giovane Motta togliendogli il suo maestro

L’analisi: si è puntato sul giovane Motta togliendogli il suo maestro

La mancata conferma del preparatore atletico Marco Bizzarri è stato un errore madornale

In questa amara stagione della Reggiana ricca di errori ma anche di contraddizioni emerge in modo incredibile il discorso legato alla cessione del portiere Edoardo Motta. Oggi tutti scoprono il suo valore, dicono che è stato svenduto ma dopo la sconfitta interna contro il Cesena (17 gennaio) con un evidente errore di Motta che ha portato al gol Shpendi, tutti i tifosi avevano giubilato il giovane portiere. Gli stessi compagni di squadra avevano perso fiducia e il tecnico Dionigi sarebbe stato costretto a metterlo in panchina far spazio a Seculin, come poi è stato. Per chi dice che è stato svenduto è bene ricordare che per trovare un giocatore della Reggiana venduto per 1,2 milioni di euro occorre tornare al 2008 quando Andrea Catellani venne venduto al Catania per 800mila euro, quindi sotto un profilo squisitamente di mercato è stata un’operazione importante. Si poteva ottenere di più? Forse ma dovevano essere altri i presupposti. E lo spiegheremo.
Si può discutere se Motta ha fatto perde punti o ne ha guadagnati, se ha giocato bene o male. Se scorriamo i film delle sue prestazioni possiamo notare partite in cui è stato decisivo, vedi Mantova, Juve Stabia, Modena e altre dove ha commesso degli errori vedi Padova e Cesena ma il punto non è questo. L’errore è a monte, nell’idea di lanciare titolare un ragazzo di 20 anni alla sua prima esperienza come professionista e in serie B. Un portiere chiamato a sostituire un giocatore del valore come Francesco Bardi che pur con tutti i suoi acciacchi è stato decisivo come leader in campo e fuori.
Fare questa coraggiosa scelta era un grande rischio perché Motta era certamente un profilo interessante (come poi ha dimostrato giocando in serie A nella Lazio) ma occorrevano i giusti presupposti. Il primo metterlo nelle condizioni di proseguire la sua crescita tecnica e fisica, il secondo avere a livello difensivo delle certezze. Non doveva essere il portiere a salvare le magagne della squadra. Non spettava a Motta questo ruolo. La giusta filosofia era quello di inserire un giovane, soprattutto un portiere, in un contesto di squadra collaudato, invece la Reggiana si era presentata con tanti ragazzi di 20 anni titolari, citiamo solo Bonetti e Bozzolan su tutti.
L’errore più grave, però, è stato non capire l’assoluto obbligo di avere Marco Bizzarri come preparatore dei portieri, non solo perché è un profilo di spessore (oggi in serie A con il Sassuolo e forse la prossima stagione alla Fiorentina) ma perché era stato il suo maestro, quello che lo aveva cresciuto dalla Primavera.
La mancata conferma di Marco Bizzarri è stato un errore madornale fatto solo per un principio di arroganza, solo per dire: noi siamo la Reggiana. I fatti ormai si conosco bene ma se volete li riassumiamo brevemente.
A fine stagione si avvia il discorso delle conferme e oltre allo staff che ha portato Dionigi ci sono da confermare le altre figure tra cui Marco Bizzarri che per la sua professionalità ha suscitato gli interessi di alcuni club di serie A tra cui il Sassuolo. Di questo interessamento Bizzarri ne parla con il tecnico Dionigi chiedendogli di concedergli un paio di giorni prima di firmare il contratto ma commette l’errore di non dirlo al ds Fracchiolla e al presidente Salerno. Il Sassuolo si era interessato a Bizzarri perché Paolo Orlandoni era in predicato di passare all’Inter. Siamo ai primi di luglio. Bizzarri sa che è un’operazione complicata e quando la Reggiana lo sollecita per andare in sede a firmare il contratto chiede che gli sia spedito via email perché sta andando al mare. La Reggiana viene a sapere di questo interesse del Sassuolo per Bizzarri e decide di cambiare strada e di ingaggiare Paolo Foti che era reduce dall’esperienza al Latina. La trattativa tra Orlandoni e l’Inter non decolla e quindi per Bizzarri si blocca anche la possibilità di passare al Sassuolo ma si ritrova disoccupato perché la Reggiana nel frattempo aveva già ingaggiato Foti. Tre o quattro giorni dopo Orlandoni va all’Inter e il Sassuolo richiama Bizzarri.
Questa è la storia. In verità è stata quindi la Reggiana a scaricare Bizzarri per un principio “privilegiamo il senso di appartenenza e la volontà di far parte della Reggiana” perdendo di vista l’aspetto fondamentale: il debuttante Edoardo Motta.
Bizzarri ha sbagliato nel non parlare di questa sua offerta del Sassuolo a Salerno e Fracchiolla? Forse sì ma ne ha parlato con il suo allenatore.
Era fondamentale avere Bizzarri nello staff di Motta? Assolutamente sì e per il bene della Reggiana, visto che alla fine Bizzarri era disposto a firmare per i granata, occorreva anche mettere in secondo piano l’orgoglio, anche fuori luogo.
Sarebbe cambiato qualcosa nella gestione Motta? Nessuno lo può dire con certezza ma la crescita di Edoardo sarebbe stata sicuramente accompagnata da un professionista di valore mentre Foti, forse nemmeno per colpa sua, si è dimostrato inadeguato.
I fatti oggi dicono che Edoardo Motta è il portiere titolare della Lazio seppur in virtù dell’infortunio di Provedel ma ha dimostrato grandi qualità e anche tanti margini di miglioramento. Quei passi in avanti che avrebbe potuto fare con la Reggiana.
Una vicenda, però, che avevamo più volte illustrato ma che alla fine è stata una delle tante scelte sbagliate. Aggiungiamo un altro particolare: Micai, che si è dimostrato un buon portiere, è arrivato a fine mercato di gennaio ma ha giocato la sua prima partita col Mantova (10 febbraio) e dopo un lunga assenza di un anno. Non è un caso se il suo rendimento è stato in crescendo nelle ultime partite di campionato quando ha ritrovato una buona condizione atletica e l’abitudine di stare tra i pali. Nel frattempo, poi, ha avuto come preparatore dei portieri un professionista come Raffaele Clemente anche se un portiere dell’esperienza di Micai sa gestirsi bene. Ultima annotazione, senza voler gettare la croce addosso a Seculin che ha giocato solo tre partite: sconfitta con Frosinone e Catanzaro (costata la panchina a Dionigi) e pari con la Juve Stabia.
Wainer Magnani
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