In serie B dobbiamo abituarci alle sconfitte

In serie B dobbiamo abituarci alle sconfitte

In questi due anni abbiamo visto la Reggiana perdere 7 volte: due lo scorso anno e cinque nella stagione appena conclusa. Questo è il primo elemento da sottolineare: non siamo più abituati alla sconfitta. Eppure il prossimo anno in serie B occorre mettere nel conto di vedere la Reggiana uscire sconfitta dalle 14 alle 15 partite o forse di più

Prima di pensare al budget, alla squadra che verrà, alla campagna abbonamenti occorre che noi, tifosi e addetti ai lavori, entriamo nella mentalità della serie B. In questi due anni abbiamo visto la Reggiana perdere 7 volte: due lo scorso anno e cinque nella stagione appena conclusa. Questo è il primo elemento da sottolineare: non siamo più abituati alla sconfitta. Eppure il prossimo anno in serie B occorre mettere nel conto di vedere la Reggiana uscire sconfitta dalle 14 alle 15 partite o forse di più. Questo lo dice l’attuale classifica della serie B dove a tre giornate dalla fine le squadre che sono in zona retrocessione o in zona salvezza hanno collezionato questo numero di sconfitte. Benevento, Cosenza, Brescia sono a 15, Venezia, Ternana e Spal a 14, il Perugia a 17, il Cittadella a 13, lo stesso Modena a 15. Dobbiamo entrare in questa nuova mentalità. Certo non come due anni fa quando la Reggiana ha perso 22 partite su 38 partite ma occorre saper accettare le sconfitte che il prossimo anno saranno inevitabili. Tutto è poi una conseguenza: la Reggiana lo scorso anno ha segnato 72 gol, quest’anno 63. In serie B la forbice in zona salvezza è di un minimo di 28, vedi Benevento ai 38 della Spal, 35 del Perugia, 33 del Brescia. In ogni caso avete capito: i gol si dimezzano così come raddoppiano i gol subiti. Un altro concetto, un altro campionato. Certo il Sudtirol di Bisoli è un caso a parte sia nella capacità di non far giocare gli avversari, sia nei numeri: solo 7 sconfitte, 15 pareggia e 13 vittorie, 35 gol fatti e 31 subiti. Non può essere un modello da prendere ad esempio, almeno questo è un calcio produttivo ma certamente poco avvincente se non guardando al novantesimo la classifica. Ma questo è un altro discorso.
Lo stesso ragionamento vale per i punti: 86 lo scorso anno e non sono serviti per vincere il campionato; 81 quest’anno con la promozione in B. Ma il prossimo anno la media salvezza è esattamente la metà dei punti. C’è poi un altro ragionamento da fare: i successi interni sono fondamentali per costruire la propria classifica: lo dimostra il Cosenza che ha conquistato 27 dei 38 punti che vanta in classifica tra le mura amiche. Lo stesso vale per il Modena (25 su 35), lo stesso per il Brescia (23 su 38). Non a caso nella speciale classifica per i punti interni in zona retrocessione ci sono Benevento, Cittadella, Spal, Venezia e Perugia. Ecco, questo è un altro elemento da tenere in considerazione: il popolo granata al Città del Tricolore può fare la differenza.
Ultima postilla: cosa ci deve insegnare il campionato di due anni fa? Si è trattato di un torneo anomalo, vedi stadi chiusi, partita persa per covid ma ciò che più mi ha deluso è l’illusione della salvezza. Ho spesso avuto l’impressione di essere come l’orchestrina del Titanic che continua a suonare nonostante la nave stia affondando. Ecco questo non deve accadere, occorre sempre avere ben presente la realtà in qualsiasi posizione di classifica ti ritrovi perché in serie B con due vittorie sei in zona play off e con due sconfitte in zona play out.
Buona serie B
Wainer Magnani
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